Missione compiuta: il M5S dopo essere stato per una stagione il primo partito d’Italia, ora tende a zero 

Come avevamo con facilità previsto sin dal 28 ottobre 2019 e nella primavera di quest’anno (era il 2 marzo 2020) il M5S, dopo essere stato il primo partito d’Italia, tende a zero. Tracollo ovunque fino a ridursi in alcuni casi ad un decimo dei voti altre volte presi.

Il capo dei dissipatori pentastellati, il “prendino” Luigi Di Maio (asfaltato proprio in Campania dal immarcescibile Vincenzo De Luca), con i fidi scudieri salernitani Angelo Tofalo e Michele Maffei, non meno responsabili del tracollo, ha compiuto la missione per cui un giorno si scoprirà erano stati prescelti: riportare le oligarchie partitocratiche al controllo assoluto del Paese.

Lo hanno fatto inquinando, per anni, con gentaccia scelta oculatamente tra i loro amichetti, il M5S e orchestrando questa turlupinatura referendaria per consentire alle attuali e future segreterie dei partiti di scegliere solo i fedelissimi leccaculo da premiare con il seggio parlamentare.   

Eravate stati chiamati (e ne avevate avuto il privilegio), legittimati da 11 milioni di voti, a fare qualcosa di storico per questo Paese e lo avete fatto: dissipare 11 milioni di voti in poche battute. Mai visto accadere in Italia, in Europa, forse nel mondo.

Pensate di poter compensare la vostra autodissoluzione nell’acido con una “riffa” che ha visto divisi alcuni cittadini tra un Sì “a niente”, e un NO a “quasi niente”? Patetici e mascalzoni.

La vostra colpa grave è che eravate stati eletti per cominciare a cambiare culturalmente il Paese e lo state lasciando, dopo dieci anni (non dieci settimane e mezzo) peggio di come lo avete trovato.

Ci lasciate un Paese senza Capitale; un’Italia con una microcriminalità da povertà in folle aumento (come vedrete); un Paese dove la meritocrazia è stata relegata al cesso più che mai (gli amichetti incapaci piazzati ovunque dai piccoli boss pentastellati). E poi i lavori pubblici pronti a divenire nuovamente (se non di più) luoghi di corruzione, riciclo e di puntello alla mafie. Le donne in particolare calpestate nel loro valore culturale e professionale lasciate nel ruolo tradizionale di oggetto di stupro, fisico e intellettuale. E che dire degli squilli del trionfatore Luca Zaia che ribadisce la volontà di “secessionare” il Veneto dal resto del Paese, se non che è un altro dei vostri regalini in una regiine dove avevate preso uno sfracello di voti? Ci lasciate una scuola caratterizzata da questioni di arredo più che di contenuti dei programmi. La giustizia sotto il tallone di …Bonafede è allo sbando a cominciare dal CSM, dalle carceri obsolete, dai boss oscenamente favoriti, dai magistrati onesti lasciati senza mezzi per il contrasto alla grande criminalità internazionale.

Come certamente sapete già negli anni novanta si sono messi a punto sistemi che permettono di valutare la nostra “impronta ecologica” in termini di terreni coltivati, sottosuolo, pascoli, foreste, corsi d’acqua, laghi, oceani necessari per assicurare i nostri consumi e per assorbire i rifiuti che produciamo. Ho detto “rifiuti” parola grave che evoca non poche implicazioni proprio con le mafie. Zero carbonella dopo la lite d’esordio con Pizzarotti a Parma. Era troppo intelligente e fattivo e avrebbe oscurato il boss campano.

Non vi abbiamo sentito fare una sola proposta rispetto all’inurbamento.

Mai un convegno sul tema dell’insicurezza urbana. 

Tantomeno nell’ambito dell’insicurezza urbana la paura crescente della microcriminalità e degli emigranti.

Mai una proposta fattibile per rafforzare l’attività preventiva e repressiva dei reati.

Mai attività formativa sui cittadini e gli attivisti per una maggiore conoscenza delle organizzazione criminali mafiose, loro si organismi intelligenti in continua evoluzione. 

Mai che i parlamentari campani (a cominciare proprio da Di Maio e finendo a Tofalo), che provassero ad organizzare mobilitazioni per conoscere la Camorra e il Sistema, ad esempio, dei Casalesi.

Mai in Sicilia, se non per volontà di alcuni parlamentari che ben si conoscevano da prima impegnati su quel fronte, a svolgere attività di contrasto a Cosa Nostra.

In Calabria la ‘ndrangheta ha spadroneggiato proprio negli ultimi dieci anni.

Silenzio sulla criminalità estera in Italia quella che a rotazione viene definita la Quinta mafia.

Così sulla corruzione, le droghe, il gioco, la prostituzione. 

Sul gioco qualche annuncetto e poi silenzio di tomba.

Per rimanere a via Arenula elenco solo la lunghezza dei processi, i costi della giustizia, l’indipendenza dei magistrati, le irrisolte intercettazioni e le altre problematiche tecnologiche, i processi mediatici, il problema della prescrizione, l’interpretazione delle leggi e i possibili rimedi organizzativi ma anche legislativi che in assenza di una competenza specifica si sono dimostrati irrisolvibili. Se si esclude il 416 ter il resto è stata confusione se non qualcosa di più grave che solo il tempo potrebbe far emergere. Tengo ancora a ricordare come non si sia fatto nulla per il sistema carcerario nel suo insieme. Cioè il luogo dove si deve avere la certezza della pena.

Non a caso, l’on. Piera Aiello, prima di lasciarvi, ve le ha cantate come si può anche leggere nei nostri post.

Non avete mosso paglia per rafforzare la situazione economica delle forze dell’ordine a cominciare dal personale dei Carabinieri, della Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale.

“Passerete alla Storia”, come il vostro capetto furbo dice ed è vero, ma per aver disperso un esercito di cittadini (11 milioni di voti entusiasti) e aver “varato” formalmente il declino della Repubblica.

Dieci anni addietro, eravamo ad un bivio: o noi, o loro. Loro erano la partitocrazia impastata con la grande criminalità. Ora, per azione sabotatrice (questo ha fatto Di Maio con i suoi clienti), la grande criminalità ha stravinto e ha messo in riga i partiti. Quando è nato il Movimento il declino dell’Italia era lento, ancora paradossalmente limitatamente percepibile. Ora che è stata liquefatta la speranza sarà quasi impossibile riportare i cittadini onesti “in politica”. Nessuna pur coraggiosa azione riuscirà ad invertire la tendenza. Se i fattori economici saranno, come alcuni dicono, l’innesco, il combustibile sarà sociale, culturale e fortemente legato a quanto fino ad ora ho ricordato.

Anzi, nella descrizione, non sono stato, fino in fondo, realistico, per non sembrarvi eccessivamente catastrofico e insultante.

Una porzione significativa di Italiani vi aveva votato. In particolare modo al Sud. Non la maggioranza perché in molti si erano astenuti per diverse ragioni. Ora mi dicono che dovete starvi accorti perché, sentendosi traditi, molti attivisti hanno deciso, proprio al sud, di prendevi a calci. E non metaforicamente.

E questo sentimento furente dovremo tenerlo coscientemente nella memoria collettiva.

Quando molti cittadini si sono rivolti a voi si aspettavano un progetto organico di sviluppo a 360 gradi, consapevoli, tra le altre priorità che avevano in mente, ritorno sul tema del grande tradimento, che il contrasto alla criminalità sarebbe stato un terreno decisivo del confronto.

Invece, dopo non aver fatto nulla se non piazzare amici e parenti a spese della collettività, pensate di cavarvela con questa questioncella del referendum che vi ascrivete: non provate a rimuovere che il quesito aveva avuto, implicitamente, un trionfo sin dall’aprile del 1993, giorno in cui il 90,3% degli italiani votarono per abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Il SI di queste ore è banalmente l’effetto domino di quella volontà frustrata.   

In molti degli entusiasti elettori c’era, torno fin o alla nausea a rinfacciarvelo, la consapevolezza che fosse necessario intervenire, con assoluta fermezza, nel campo di contrasto alle mafie perché l’Italia veniva da un periodo di assenza di strategia, se non di qualcosa di peggio.

Dicevo che il progetto di guida politica del Paese doveva essere ad ampio raggio e non caratterizzarsi, quando avveniva, con leggi spot per correggere le situazioni emergenziali.

Vi era capitato il privilegio di servire gli italiani, potendo operare sul tema impervio, come nessun altro, ripeto del contrasto alle mafie.

Lo potevate fare nel momento storico in cui, con il MoVimento, avevate ereditato una crisi che non era solo economica e sociale, specialmente nel nostro sud, ma soprattutto etica e morale.

Potevate corrispondere in Parlamento con oltre 300 eletti ad una vera e propria élite. Invece nulla avete fatto per formare i cittadini-parlamentari ed ora, quasi vergognandovi di loro (ma in realtà temendoli in rivolta), li volete falcidiare. Tagliando i vostri stessi eletti, dopo averli usati come meretrici da incasso (siete stati solo ed esclusivamente dei ricottari che si aspettavano soldi mensilizzati senza dare nulla in cambio), vi vorreste fare belli. In realtà state, come quei veri cazzoni-mascalzoni che siete, tagliando il ramo su cui eravate assisi.

Straziante la fine che avete fatto. Spero solo che un congruo numero di eletti tra i sopravvissuti, trovino modo di ragionare su quanto ancora, nel gruppo misto o sotto altra forma organizzata, per 24 mesi possono fare per se e per il Paese. Finalmente liberi di studiare, apprendere l’arte del confronto politico, scoprirsi utili alla collettività in questa fase durissima di transizione ad altro. Perché, sentite a me, di questo si tratta: ci si prepara a transitare ad altro e molti dei 300 attualmente congelati a nulla facere in ciò che avanza del M5S potrebbero scoprire di essere preziosi per la salute pubblica.

Così mi auguro che avvenga.

Oreste Grani/Leo Rugens


IL M5S TENDE A ZERO. COME SCRIVO DA OLTRE UN ANNO

A quanto corrisponde il 5% del 17%? Non mi fate affaticare e fate voi il conto. Comunque, la cifra, se valesse la pena di essere calcolata, tenderebbe a zero. Questo vale ormai il M5S. In special modo a Roma-Centro. Come da mesi mi permetto di scrivere. Queste percentuali sono relative a quanti cittadini, aventi diritto al voto, hanno scelto la candidata Rossella Rendina, del M5S, per eventualmente mandarla al Parlamento italiano in sostituzione di Paolo Gentiloni che, ormai ha traslocato per governare l’Europa. Si fa per dire, ovviamente. Mai si era vista tanta e così rapida dissipazione. Mai. Cretino. E immaginate a chi è indirizzato l’epiteto.

Orestino Granetto

P.S.

Ho scritto “tendente a zero” perché siamo sotto la soglia dell’1% sugli aventi diritto al voto. E se non tende a zero ciò che è sotto l’uno, ingegné, quando si può affermare che un valore “tende a zero“?

E questo a proposito di rendicontazione a non si sa a chi! Perché tu ormai, essendo meno di uno, non sei nessuno.