Anche l’OMS arriva a dire che il COVID 19 lascia invalidi

Le conseguenze del COVID 19 saranno durature (parlo della salute e non dell’economia) per chi è stato colpito. Punto. Come mi sono permesso di scrivere tempo addietro, questa è la sfida: milioni di ammalati che non non non guariranno – di fatto – mai più. Il virus lascia danni da micro trombi in tutto il tessuto. E quando dico tutto, vuol dire tutto. Cervello compreso. Per cui ponetevi il problema di cosa aspetta questa umanità ormai fattasi sorprendere dall’attacco. Si sarebbe chiamato “effetto sorpresa”, se non fosse che era prevedibile e previsto. Per tanto, quanto sta accadendo, non potrà non essere alla base della “resa dei conti” con chi avrebbe potuto fare e non ha fatto. Ora è bene che ogni essere pensante lo sappia, la situazione si farà difficilissima. La vera pandemia non l’abbiamo ancora dovuta affrontare. Per intendersi, quella che è iniziata con la comparsa di un nuovo agente patogeno è un’infezione che, uscita  – un giorno si saprà come e quando e favorita da chi – da un periodo interpandemico, dopo aver sonnecchiato (quella che ci sembra una fase di trasmissione violenta in realtà sta consentendo al COVID 19 di prenderci le misure), passerà all’attacco, scatenando la prima vera pandemia planetaria, a memoria d’uomo. Vuol dire che solo in luoghi remoti, quasi irraggiungibili, pattuglie sparute di umani sopravviveranno. E non sarà un avvincente romanzo di fantascienza.

Vi meritereste tutto questo ma in realtà, state tranquilli, non andrà a finire così. Prima assisteremo (questo sì lo scrivo) alla catastrofe data dalla vulnerabilità (non ci si poteva pensare in tempo?) di alcuni settori economici che saranno asfissiati dall’interruzione prolungata dei servizi grazie ai quali vivevano. Servizi e persone che venendo meno (o invalidate) faranno salire l’odiato assenteismo prima al 10% poi al 30% e poi a “quasi tutti”, quando le assenze forzate passeranno il 50% degli organici. A cominciare dalle Forze dell’Ordine che invalidate vi faranno assistere, ormai impotenti, a non pochi disordini facendo cessare così la funzione di garanzia. Assenteismo pre insorgente quindi. Assenteismo nelle strutture ospedaliere che saranno rese inutili (o comunque inadeguate) dalla mancanza di personale colpito in modo asimmetrico e senza una gerarchia di valori e di essenzialità: il VIRUS disarticolerà le nostre “armate” (già come al solito equipaggiate con gli anfibi di cartone) secondo una sua logica “pandemica” quasi impossibile da prevedere.

È tardi? A rigore di logica ormai siamo in ritardo abissale. Comunque, prima di arrenderci, sono dell’idea di metterci in salvo in luoghi conventuali, religiosi o laici, e, da questi posti realmente isolati e difendibili (ma necessariamente autosufficienti), recuperare pensiero e dovere dell’azione. Io sono vecchio e tardo e non parlo per me ma ai giovani che mi leggono e non devono scartare a tavolino la folle ipotesi. Con il piacere di essere smentito in questa catastrofica previsione e vedere svanire, d’incanto, il COVID 19. Senza che spunti il COVID 20/21/22 pur pensando a Walter Molino e la sua intuizione artistica del lontanissimo 1962.

Oreste Grani/Leo Rugens  

P.S.

Ma questo saputello di Leo Rugens come si permette di cominciare a fare anche il catastrofista? Mi autorizzo perché questo tema della minaccia pandemica l’ho affrontato, in modo certo e comprensibile anche per i cretini di turno, sin dal 2012, citando il misterioso (se no ti fai vivo come ti devo definire?) Massimo Zuppini, specialista in materia proprio della GSK. Che sarebbe una delle massime realtà del mondo farmaceutico planetario.