La notizia del giorno è che Domenico Arcuri verrebbe premiato piazzandolo a Leonardo ex Finmeccanica

Hermes divinità protettrice dei commercianti e dei ladri

Mi dicono, ma non voglio crederlo, che Giuseppe Conte sarebbe pronto a premiare Domenico Arcuri, da Melito di Porto Salvo, Reggio Calabria (personaggetto che si dice risponda a quelle logge calabresi a loro volta determinanti per l’elezione del Gran Maestro del GOI Stefano Bisi), piazzandolo al vertice di Leonardo, ex Finmeccanica ora che vari avvenimenti stanno creando spazi da occupare nella galassia elettronico-militare. Se fosse vero si capirebbe tante cose e soprattutto chi comanda oggi nella vostra Italietta, pronti a prendersi gli avanzi del banchetto. Compresi gli ultimi algoritmi che potrebbero valere qualcosa. Tacete in troppi su troppo, mentre loro fanno i fatti. Tacete e vi fate complici. Rimanessi l’ultimo dei Moicani (con annessi e connessi) farò ciò che è giusto fare. Intanto scrivo quel che sto scrivendo. Per il resto mi comincio ad organizzare. 

Certo la rapidità con cui si sta spargendo la notizia (spero falsa) dice che invece di pensare alla salute pubblica, nell’ombra, ordite solo piani criminali in combutta e a favore della criminalità che ormai è notoriamente poco interessata alle attività tradizionali (droga, prostituzione, usura) ma tutta orientata al possesso e mercanteggio degli algoritmi che soli possono muovere il mondo. 

Ho scelto come fonte aperta che riporta l’ipotesi la testata elettronica 

Leonardo: accordo Pd-M5S per un’uscita “soft” di Profumo; Conte ci riprova con Arcuri

Il M5S non ha perso tempo per far suonare a morto la campana nei confronti di “Arrogance” Profumo. Anche se si tratta solo del verdetto di primo grado (e malgrado le conclusioni “innocentiste” della Procura di Milano), una condanna a sei anni di carcere, con tanto di interdizione dai pubblici uffici, fa scattare quantomeno i criteri di opportunità. E quindi l’AD deve lasciare l’incarico. Il precedente di Mauro Moretti, dopo la condanna per la strage ferroviaria di Viareggio, è un macigno insormontabile. Non sarà, però, un’operazione semplice e veloce. E difatti quello dell’uscita “soft”, è il massimo risultato che il M5S riuscirà ad ottenere. Perché il Pd sa bene di non poter fare le barricate in difesa di Profumo, ma non può neppure accettare una defenestrazione immediata di uno dei più importanti manager di riferimento.
Nel frattempo, sono già cominciate le “grandi manovre” per la successione. Con Giuseppe Conte più determinato che mai ad ottenere la poltrona di “Arrogance” per il suo supercommissario di fiducia, Domenico Arcuri. Preso atto del fallimento dell’offensiva per sistemarlo al posto di Fabrizio Palermo al vertice di Cdp (ritenuto intoccabile, per i risultati raggiunti, sia dal M5S che dal Pd), il premier non vuole farsi sfuggire la ghiotta occasione di sistemare il fedelissimo manager prima dell’esplosione generalizzata degli effetti dei suoi molteplici “flop” in tema di provvedimenti straordinari anti-Covid. Ma al di là delle pretese di Palazzo Chigi, all’interno del governo si punta piuttosto su Giuseppe Giordo, attuale DG della Divisione Navi Militari di Fincantieri, o su Lorenzo Mariani, ora AD di MBDA Italia e prima “vittima eccellente” di Profumo, che lo aveva patito come possibile rivale alla sua conferma al vertice di Leonardo.

Guido Paglia

Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l’incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

La firma (Paglia) alcuni “addetti ai lavori” la conoscono. Anch’io so di chi si tratti, così come Paglia sa di me. Da oltre 50 anni. Ho scelto lui come fonte così non ci sono equivoci per i pochi che mi dovessero leggere. E intanto uso il labirintico web per salutare Guido ricordandogli che è del mio stesso millesimo. 

L’ipotesi ventilata è gravissima e solo questa nomina sfrontata varrebbe una rivolta in piazza degli ultimi italiani intelligenti e onesti. Ma, come si sa, agli onesti ci ha pensato il M5S spargendo oppio e bruciando la speranza. I residui intelligenti vediamo cosa sapranno fare. 

Oreste Grani/Leo Rugens che era certo che avrebbero fatto di tutto per non far permanere nella posizione Arcuri e al tempo per mandarlo a fare danni (o altro) dove ancora ritengono ci sia trippa per i gatti.