Nella Calabria degli scambi mafiosi il signor Antonino Spirlì ha deciso che si vota il 14 febbraio p.v.

Da oggi butto lì qualche stupidaggine ulteriore (oltre a quelle già da troppo tempo messe inutilmente in rete) sulle pandemie e su come si dice che si manifestino, evolvano, possano essere contrastate. 

L’arlecchinata cromatica se non si fosse portata dietro decine di migliaia di compatrioti innocenti varrebbe la pena che fosse affidata esclusivamente alla sensibilità artistico-imitativa di Maurizio Crozza. Ma non è giusto concedere neanche un minuto di tregua a questi farabutti incapaci arroganti (forse anche assassini) che si sono fatti oligarchia e ora ci impongono la loro guida per affrontare la fase e ipotizzare futuri possibili. Gente che fino a ieri riteneva opportuno dedicarsi a conversazioni con la convivente (a tempo determinato) del criminale Silvio Berlusconi (e con i suoi cani), oggi ritiene di poter indicare la rotta. Ritenendo che sia sufficiente essere stati eletti in votazioni che hanno sistematicamente visto non partecipare percentuali di cittadini vicino al 50%

Siamo nei guai (la chiamano impropriamente seconda ondata) anche perché (e fanno finta di non essere stati loro) sono state indette elezioni e referendum il 20-21 settembre u.s. Non è una storia solo di spiagge e discoteche. Ora perpetuando questa follia criminale vorrebbero spingere altri milioni di cittadini (questa volta limitandosi ai calabresi) a recarsi alle urne nell’ormai vicinissimo 14 febbraio 2021. Che sarebbe non solo “domani” ma un giorno che cadrà, sentire a me, in piena pandemia non non non non ancora domata. Ho scritto folli e criminali e se qualcuno a cominciare da quella macchietta di Spirlì vuole querelarmi – per ora – c’è la libertà di farlo. Lo faccia e io farò quel che mi aggrada per difendermi da tale aggressione incauta. Avete capito bene: in quella Calabria dove un Paese attonito è stato costretto ad assistere allo schifo che gli è stato rifilato (con uno spruzzo nelle ultime ore di quest’altro mascalzone di Antonino Castorina che riusciva far votare pure i morti) le autorità delegate hanno indetto (o apparecchiato?) le lezioni Regionali in data tale da non consentire a nessuno, che non siano loro stessi, di presentare liste.

Questa è la verità sacrosanta e il resto sono narrazioni per bambini che si ritengono creduloni. Le mafie, organizzate e radicate nelle formazioni partitiche, pur facendo teatro (in realtà le varie ‘ndrine parapolitiche, realtà massonico-mafiose si scannano per chi deve essere piazzato in lista) si preparano a spartirsi i brandelli della Calabria e prima lo fanno per loro meglio è. E senza troppi “testimoni” (come sono soliti cercare di delinquere) o rivali. Figurarsi se i rivali hanno le fattezze di onesti cittadini che si illudono di poter presentare liste civiche non disposte a partecipare ai giochi spartitori. La data delle elezioni calabresi deve essere subito sospesa!!! Sospesa e rifissata, visto il dramma in corso, in data lontana da oggi e dall’infezione che si diffonde fuori controllo. Tra l’altro, a prescindere da Natale, Capodanno e Befana, è oggettivamente impossibile raccogliere le firme, farsi conoscere, diffondere le proprie idee in presenza di opportune disposizioni restrittive. Che mi sembra, signor Presidente della Repubblica, non cosa di poco conto. E lo dico al giurista che è in lei. Capisco che a troppi ormai questa cosa della democrazia (la pretesa bizzarra di andare a votare usufruendo di pari condizioni!!!) appare cosa obsoleta se non fastidiosa/minacciosa. Faccio finta di capire ma al massimo mi incazzo ancora di più e rimpiango di non avere più nerbo e gioventù per passare, fossi anche solo, alle vie di fatto. 

La pandemia possiamo affermare che può generare significative interruzioni al sistema sociale ed economico (siamo tutti d’accordo che questo è già avvenuto?) ma non può incidere sul calendario che gli oligarchi partitocratici vogliono predisporre? Signor Presidente della Repubblica (evidentemente il Premier Conte sta perdendo i conti dei giorni che passano), mi permetto rispettosamente di richiamare la Sua attenzione sull’obbrobrio che si sta per perpetuare in Calabria: vogliono andare a votare il 14 febbraio prossimo venturo come se non si potesse per una qualche legge oscura mancare l’appuntamento con San Valentino. E scelgono da veri prepotenti protervi il primo giorno utile della norma quando si poteva arrivare a fissare la data fino al 14 aprile. Se non sono in mala fede, mi dica Presidente cosa Le sembrano essere?

Ho deciso pur non essendo un cittadino elettore calabrese di attivarmi in tutti i modi possibili perché l’atto di ulteriore destabilizzazione non si compia. So di essere quasi solo ma ci provo convinto che se anche un mormorio attinente a questo post disperato dovesse raggiungerLa al Quirinale, farà di tutto in suo potere, per fermare l’atto violento e unilaterale che questo Nino Spirlì (con l’accento sulla ì) ha messo in atto “a nome di tutti i calabresi”. E non solo. Il risultato di quelle elezioni sono infatti questione di interesse nazionale. Anzi, sono questione di sicurezza nazionale. Se bastano i confini dell’Italia Turrita, visto fin dove arriva il potere della ‘ndrangheta. 

Oreste Grani/Leo Rugens