Spero di essere ancora in tempo per inviare i miei auguri a Papa Francesco

Ritengo che milioni di persone abbiano augurato a Papa Bergoglio “buon compleanno”. O forse meno di quelli che ipotizzo. Qualcuno potrebbe addirittura avergli mandato qualche maledizione.

Per contrastare questa corrente negativa, provo a formulare un mio pensiero benedicente in ore che immagino siano particolarmente difficili per il Santo Padre. 

Difficili perché “invecchia” e in quanto certamente impegnato nel far ramazzare dai suoi uomini di legge non pochi figuri che impunemente si sono aggirati da padroni nelle istituzioni vaticane impadronendosi non solo di beni della Chiesa ma, così facendo, concorrendo a gettare discredito sullo Stato Vaticano. Non bastavano i pedofili e le ragazzotte audaci e intriganti, povero Papa! Ci si sono messi anche degli avidi mediatori d’affari (soprattutto immobiliari) pronti a tutto. Mi sono fatto pertanto l’idea che ci siano uomini potenti e oscuri che, invece di inviare auguri, in queste ore, ritenendosi non “ascoltati”, lanciano perfino improperi contro il Pontefice. E non mi riferisco ai soliti miscredenti atei ma, viceversa, tra gli altri, agli uomini della nera Opus Dei, adoratori del cilicio e dell’autoflagellazione. Pratiche di cui i seguaci di Escrivà non solo vanno orgogliosi ma di cui si ritengono i fedeli eredi e continuatori. Gli uomini della mortificazione, comunque, va ricordato per correttezza, in tale organizzazione di fanatici, sono solo i membri celibi. Cioè circa il 30 per cento di chi fa la scelta. Gli altri, detti soprannumerari, quasi tutti coniugati, non usano il cilicio cioè una catena munita di punte indossata intorno alla parte alta della coscia, tutti i giorni, solo per un paio di ore. Cosa che fanno invece i numerari. In realtà non è proprio così perché il cilicio puntuto non si porta nelle feste di precetto, di domenica e taluni periodi dell’anno che ora non ricordo bene. Ogni gusto è un gusto ma sentire raccontare da un famoso numerario (questo citano fonti autorevoli interne all’Opus), in realtà il “credente” è un chirurgo (molti medici sono dell’Opus), che usa indossare il cilicio mentre sta in piedi per eseguire gli interventi ritenendo che questa pratica contribuisca ad aumentare la concentrazione e a ricordagli che sta eseguendo l’operazione non soltanto per il paziente ma anche per Dio, pone il problema di chi fa carriera negli ospedali e in quali condizioni mentali. Mattarelli masochisti quelli dell’Opus? Potrebbero non essere i soli ad augurare il male al Papa. Ci sono anche dei massoni esoterici cabalistici, nostalgici delle dittature sconfitte con la Seconda guerra mondiale, quali i Cavalieri di Malta. Questi, Papa Francesco, non li può proprio vedere come ci siamo permessi di confermare in più post a loro dedicati.

Tra questi e quelli (oltre ovviamente i ladroni immobiliaristi trovati e cacciati dal Tempio) intorno (e dentro) al Vaticano si aggirano pertanto nemici giurati di Papa Francesco a cui servono auguri taumaturgici e, da parte dei credenti, tante tante tante preghiere protettive. Quelle per intendersi a cui allude tutte le domeniche quando si affaccia a Piazza San Pietro.

“Lato mio”, Lo penso benevolmente, pur nella mia marginalità e ininfluenza. Lo penso da laico – ovviamente – ma voglio mandargli a dire che Lo penso tutti i giorni. Dal 13 marzo 2013. E per avere conferma della sincerità dell’affermazione basta leggere, con la dovuta attenzione, questo blog che, a quella data, era già attivo. 

Auguri Jorge Mario, per scelta illuminata, ora chiamatosi Francesco.

Oreste Grani/Leo Rugens