Com’è umano lei! Grazie, padrone Casalino!

Grazie per il “buonissimo bonus” per comprarmi gli occhiali correttivi!

Avrei preferito che il mio Paese più che farmi intravedere 50 euro di bonus per comprarmi un paio di occhiali correttivi della vista non fosse sparito nella sua forma evoluta di Asl e avesse mantenuto l’impegno di visitarmi, con periodicità, per controllare la discesa o meno delle cataratte (vedo sempre di meno) e avesse provveduto ad effettuarmi il relativo risolutivo intervento chirurgico a cui avrei diritto da anziano, malato, incapiente. Avrei preferito che mi avesse almeno vaccinato per l’influenza prevista in arrivo nell’autunno-inverno 2020-21 e mi avesse tenuto sotto osservazione le forme tumorali (prostata e surrene destro) che mi sono state ipotizzate prima del COVID 19. Così, al posto della mancetta (gradita) per gli occhiali avrei preferito un elettrocardiogramma o altro esame che mi avesse rassicurato sulle condizioni di saluta del cuore, pompa che se si ferma determina la morte del sottoscritto. Direte che prima o poi tutti dobbiamo morire ma avendo ancora alcune cosette da fare (compreso vedere fare i conti giudiziari con chi eventualmente avesse maneggiato le mascherine con il bene placet del Super Commissario Domenico Arcuri) vi dico, in assoluta sincerità, che vorrei rinviare in là nel tempo il grande appuntamento. E poi provo un certo fastidio che questi teppisti della cosa pubblica (parlo del Governo della Repubblica), mentre tengono fermo a 40,00 euro mese il contributo agli “ultimi” per acquisto di medicine, pagamento bollette e acquisto di generi alimentari (!!!) inventano bonus a pioggia per quasi tutto meno che, in modo semplice semplice, semplice semplice, semplice semplice, indirizzare nuove e sacrosante risorse per un aumento degli offensivi 1,333 periodico euro al giorno per noi poveri, di cui altre volte vi ho parlato e documentato. Parlo banalmente della Carta Acquisti

Hanno ancora una volta preferito, invece della strada maestra, semplice semplice (vedrete che alla fine mi capirà anche Rocco Casalino con i suoi 465 euro lordi giorno, pagato per spargere veleni mediatici durante la tragica pandemia o per arrivare, da vero cretino*, ad accendere, ovunque e in Libia, zona di guerra, il suo irrefrenabile telefonino gipiessato spara informazioni sensibili) che avrebbe consentito di far pervenire, direttamente, a noi super certificati come aventi bisogno, un soccorso, un provvedimentone dove tra occhiali e pompe idrauliche (che avete capito?) “vedrete” che non vedremo un cazzo di niente. Quello che apprendo sono incentivi al consumo di prodotti (in questo caso gli occhiali da comprare nei negozi di ottica e le colonne-doccia) di gruppi industriali rappresentati da solerti lobbisti che riescono a far “sbrindellare” in mille rivoli il poco denaro rimasto in cassa. Meglio poco che niente direte per aiutarci (ancora grazie solerte Casalino) “vedere” un po’ meglio che fine stiamo facendo. Di fronte a tanta regale generosità, ringraziamo ancora una volta, e, con santa pazienza, ci accontenteremo. O vi faremo ritenere che, proni e domati, ci stiamo accontentando.  

Avrei preferito viceversa “vedere” il mio Paese mostrare una classe dirigente all’altezza della complessità emergente. Ho scritto emergente perché, sentite a me, ora comincia la fase pandemica più pericolosa (sto parlando del gioco a rimpiattino che il virus “in evoluzione permanente” ha cominciato a mettere in atto partendo dal Nord Europa). Ritengo pertanto che solo i popoli guidati da classi dirigenti di “maratoneti” potranno sopravvivere. Non in senso stretto del termine ma come comunità in grado di partecipare alla rifondazione di una civiltà pronta a recuperare storia e tradizioni culturali ad oggi viceversa sacrificate sull’altare di un impotente capitalismo e liberissimo mercato. Per, finalmente autocritici, delineare un nuovo modo di ridare centralità alle specie viventi. Senza mai dimenticare come cantava Bob Dylan: chi non è occupato a nascere è occupato a morire. E di questi tempi direi di starsi accorti. Aggiungendo il maestro Edgar Morin: ciò che non si rigenera, degenera, e ciò è vero anche per la libertà e la democrazia. Aggiungendo che il pensiero si nutre di antinomie e contraddizioni che rischiano di distruggerlo. Oltre che, aggiungo io nella mia marginalità e ininfluenza, avendo tutti, nella contingenza drammatica in cui ci troviamo, il dovere di leggere gli avvenimenti alla ricerca dell’invisibile fino a farlo diventare visibile e, in quanto tale, leggibile, in un continuum di scambievoli valenze, senza marcare le opposizioni, bensì evidenziando e valorizzando i campi intermedi e le sfumature tra i due domini. 

Regola da alimentare e a cui attenersi ad eccezione di quando, ormai non c’è altra soluzione, ci si dovesse scontrare con Rocco Casalino, i suoi sodali, condivisori della sua “ideologia” irreversibilmente berlusconiana.

Oreste Grani/Leo Rugens  

* Cretino in quanto nessuno, e quindi anche lui, non può ignorare come funziona un cazzo di telefonino e come la localizzazione di chi lo stia usando sia immediata. Localizzazione non solo del mezzo tecnologico in quell’istante ma, con modalità che non devo spiegare in questa sede e tanto meno ad un cretino come il portavoce del Governo, consente, a chi ne abbia abilità, di ricostruire (andando indietro, si dice, di 250/270 giorni) le “frequentazioni” elettroniche, in entrata e in uscita da quel terminale elettronico che, presumo, sia un “ferro” della Repubblica Italiana, su cui, devo presumere, viaggiano note di servizio, contatti, messaggi anche legati alla sicurezza nazionale. E non solo dati, come ipotizzo facilmente, legati a frequentazioni privatissime del vero padrone del tempo e dell’agenda del Capo del Governo. Fermiamolo, come si diceva un tempo, a qualunque costo