Draghi? Proviamo a non dimenticare le anticipazioni/riflessioni di Gioele Magaldi

Troppi accessi (migliaia in poche ore) sono pervenuti a questo marginale e ininfluente blog sotto la digitazione “Draghi Massone” perché mi sottragga a qualche spunto di riflessione sulla fase delicatissima che la Repubblica si troverà ad affrontare ora che sulla nave “europeista” in molti vogliono salire. E soprattutto se lui, in una scelta opportunistica, se li prenderà a bordo, invece di farli soccombere. Almeno il razzista Matteo Salvini, che ha sempre indicato come la strada maestra della sicurezza nazionale far affogare donne, bambini, giovani in cerca di un futuro migliore si meriterebbe di essere giustiziato per annegamento.

Comunque di questa scelta (vedremo se questa sarà) avremo tempo di parlare a lungo. Così temo. Intanto amplifico le documentate parole di Gioele Magaldi comparse, sin dal novembre 2014, relative ad alcuni protagonisti della vicenda attuale: Mario Draghi, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e, figura non minore anzi utile ad interpretare il groviglio bituminoso in essere, il sempre presente Alessandro Sallustri. Questi sono i principali nomi interpretati all’epoca dalle conoscenze specialistiche di Ferruccio De Bortoli, più che mai attuali per raccapezzarsi nella vicenda contemporanea. Altri nomi quali Giorgio Napolitano, Licio Gelli, Tiziano Renzi, Denis Verdini (citati all’epoca da Magaldi) oggi sono ai margini della vicenda ma non completamente estranei. Tranne i morti, ovviamente. Comunque, utilizzate con saggezza le affermazioni anticipatrici e visionarie di Magaldi e mantenete sulla vicenda una vostra capacità di giudizio. Vi consiglio anzi di lavorare a questo strumento (il vostro giudizio) perché non sarà tutta in discesa la vicenda Draghi e Governo dei Migliori/Peggiori. Anzi. 

Oreste Grani/Leo Rugens 

[…] Morale della favola: all’aspirante massone elitario Renzi ancora non è stato accordato l’accesso a una almeno delle superlogge sovranazionali sopra elencate. Renzi, allora, approfitta del suo viaggio negli Stati Uniti per conseguire obiettivi di natura personale su questo piano. Alla conferenza stampa pubblica presso il Council on Foreign Relations ripete le solite banalità melense, ma in privato chiede e ottiene un’udienza presso un massone di spicco come Richard Nathan Haass, presidente dello stesso Cfr. E l’incontro privato è finalizzato a consentire l’accesso di Renzi presso un’altra Ur-Lodge, sostanzialmente fuori dall’influenza dei vari Napolitano, Draghi, eccetera. Mi riferisco alla «Leviathan». La notizia di queste manovre renziane negli Usa, ovviamente, era nota fin da prima che il viaggio cominciasse. Ecco che, allora, il paramassone De Bortoli, su mandato di Draghi, scrive il suo editoriale proprio in coincidenza con la visita newyorkese di Renzi al Il messaggio viene frainteso dai più, ignari di tutto quanto ho spiegato, ma è chiaro e semplice. Dice De Bortoli: Caro Renzi, riallineati ai desiderata del Venerabilissimo Maestro Mario Draghi, altrimenti comincio a sputtanarti sul versante “massoneria”, sia con riferimento ai tuoi inciuci con Berlusconi, sia, se servirà, sparando più alto». E il buon Alessandro Sallusti, pur non conoscendo i particolari e i retroscena precisi della vicenda, intuisce qualcosa di vero e lo scrive.

4) Si è molto discusso in questi mesi dell’appartenenza o meno del premier Matteo Renzi alla massoneria. Si è parlato del padre e dei suoi rapporti con Denis Verdini. Ma Licio Gelli, ormai storico Maestro Venerabile della loggia massonica «P2, ha smentito. Lei ne sa di più?

  • Tiziano Renzi, padre di Matteo, non è iscritto ad alcuna loggia. Ha rapporti di amicizia e vicinanza con alcuni massoni toscani, ma nulla di più. E comunque si tratta di ambienti di piccolo cabotaggio, gli stessi a cui ha accesso il massone Denis Verdini, un lillipuziano in grembiulino rispetto ai big dell’aristocrazia massonica euroatlantica che ho citato sopra.

5) Rino Formica, ex ministro del Psi, amico del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha ribadito più volte che il governo Renzi è il programma di Rinascita Nazionale del toscano Licio Gelli che potrebbe portare l’attuale presidente della Bce Mario Draghi al Quirinale.. E d’accordo?

  • Il programma cui allude lei si chiamava Piano di rinascita democratica. Ma pochi sanno che non era altro che la declinazione su scala italiana dei progetti sovranazionali espressi nel manifesto-saggio The Crisis of Democracy, testo promulgato urbi et orbi dalla paramassonica Trilateral Commission nel 1975, su mandato della Ur-Lodge Three Eyes, che ne aveva distillato i contenuti oligarchici, tecnocratici e antidemocratici sin dalla fine degli anni Sessanta Mario Draghi, se non costretto dagli eventi e da necessità superiori di commissariare personalmente l’Italia più di quanto non sia già commissariata, non ci pensa proprio a lasciare la poltrona di presidente della Bce (assai più importante della presidenza della Repubblica italiana) prima della scadenza naturale del suo mandato nel 2019.

6) Dietro l’editoriale di De Bortoli c’è chi dice ci sia proprio la mano di Draghi, magari per rimescolare le carte in vista della sempre più vicina elezione del nuove lente della Repubblica.

  • Le confermo che dietro l’editoriale di De Bortoli ce la mano di Draghi, ma per le ragioni che le ho spiegato sopra, non per l’irragionevole prospettiva di voler accedere personalmente al Quirinale, quando la sua poltrona all’Eurotower è molto più prestigiosa e influente. Semmai, il massone oligarchico Draghi si preoccupa che, qualora Napolitano dovesse lasciare il Quirinale prima della fine del secondo settennato, al suo posto possa andare persona a lui gradita e fedele. E non qualcuno invece individuato dalla strana coppia Renzi-Berlusconi…