Ma la volete piantare con l’azzardo?

Quando la mattina mi sveglio (6.45) per ascoltare il notiziario di Radio3 e a seguire la rassegna stampa delle testate del mondo, nell’intervallo pubblicitario (pago per ascoltare pubblicità!) da un po’ di giorni in qua subisco lo spot della “lotteria degli scontrini”.

Dichiaro subito quanto ritenga infame tale legge e aggiungo solo due note; una alla colonna sonora che imita le musiche delle slot machine o dei giochi elettronici più stupidi, la seconda al testo, dove si sostiene che partecipando alla lotteria si da una mano a cambiare il paese.

Non voglio immaginare chi sia il copy o quanto sia costato lo spot allo Stato (pagando le tasse ho così pagato due volte questa oscenità) voglio immaginare i poveracci che cadranno nella trappola (“trappola per topi” sono chiamate le slot machine tra gli addetti ai lavori) e mi chiedo se mai sarà possibile proteggerli e risarcirli; vorrei dire “vendicarli”.

È risaputo che per realizzare i giochi on line, oltre a esperti informatici, banche, politici operano fior di neuroscienziati che indicano ai grafici e ai compositori delle colonne sonore colori, forme, temi, note, cadenze e via dicendo capaci di insinuarsi nei pensieri di chi, oggettivamente predisposto da madre natura, è facilmente preda di questo genere di illusioni.

Chi pensasse che questa lotteria abbia la finalità virtuosa di contrastare i pagamenti in nero o ci fa o ci è.

Del resto, uno stato che si è fatto bisca internazionale o meglio lavanderia non è degno della maiuscola.

“Il giro d’affari che viene movimentato dal gioco d’azzardo legale è di oltre 100 miliardi di euro all’anno, soldi che spesso escono dalle tasche di gente che spera con pochi euro di cambiarsi la vita, ma che in verità si ritrova solo più povera. Il Gratta e vinci è il gioco più gettonato per il ciò che riguarda il gioco d’azzardo terrestre, mentre sul web vanno per la maggiore le scommesse sportive, seguite dal Gratta e vinci e dalle Slot machines.” Agnese Ananasso, 26.2.21, la Repubblica.it

Mi rivolgo a Lei, Presidente Mario Draghi, che dall’alto della sua competenza finanziaria e, ritengo, forte di valori che hanno la salvaguardia del debole a proprio fondamento, conosce vita morte e miracoli di questa piaga sociale ed economica, affinché intervenga perché sia posto un freno a tale grave fenomeno.

Alberto Massari