Ma Travaglio cos’è questa castroneria che Arcuri sia un uomo di sinistra?

Draghi, se uno lo conosce, non si sposta a destra o a sinistra. Draghi è un massone di rango. 

Arcuri, come si vedrà, viceversa è altro che persona di sinistra.  A meno che per definire sinistra o destra non ci si voglia basare sull’iconografico e “paesaggistico” bivio della Y. Ma questo è un altro discorso che non mi sento di fare in questa sede o per confutare un’affermazione paradossale se non ridicola: Domenico Arcuri, uomo di sinistra.

Comunque lascio uno spunto attinente alla Y.

Oreste Grani/leo Rugens 

Il bivio sembra fornire l’esempio più efficace di questa contrapposizione fra destra e sinistra. Nell’iconografia, la destra appare sempre come il lato del coraggio, della giustizia, della rettitudine, mentre la sinistra diventa sinonimo di inganno, tradimento, di un percorso irto di pericoli e subdole minacce. Prima ancora di compiere le sue mitiche fatiche, il giovane Ercole medita su quale tipo di vita scegliere. In solitudine, in un luogo del Citerone, gli si presentano due alternative, due strade da percorrere. Sulla sinistra, una donna tutta vezzi e lusinghe, la Voluttà, gli prospetta un futuro di agi, gioia e divertimento, mentre, sulla destra, l’austera Virtù, propone un cammino arduo, difficile da affrontare ma che alla fine conduce al la gloria e all’immortalità. Ercole sceglie la seconda direzione: entra così nel mito.

Una strada che si biforca: la lettera Y sintetizza perfettamente la scelta cui è chiamato Ercole. L’Y rappresenta il liberum arbitrium dell’esistenza. Dai rami di questo allegorico albero della vita pendono i simboli delle di verse sorti che attendono l’uomo. Sul lato sinistro, gli strumenti di violenza e di perdizione sono il preludio alla forca e alle fiamme dell’inferno. A destra, i segni della sapienza, conquista ta con studio e religione, conducono alla regalità e alla gloria.

Françoise Héritier-Augé