Giuliano Tavaroli, la signora Cecilia Marongia e il generale Luciano Carta 

 

Giuliano Tavaroli rimane, da decenni, sulla cresta dell’onda (si fa per dire) di un ambiente che vive come lui stesso dice, spiando tutti quelli che abbia un senso spiare. Il problema delicato è che l’ex graduato dell’Arma, da decenni, vive di luce riflessa e di quanto aveva studiato e fatto (bene o male non sta a me giudicare), pagato dallo Stato quando era in servizio. Per capirsi: quello che sostengo per un “pezzo grosso” come Matteo Renzi (spaccia per suoi rapporti, in Arabia Saudita, che si è, viceversa, procurato a spese della collettività quando era Premier) vale anche per i tanti Tavaroli che affollano il sottobosco del mercato della sicurezza italiana. La mia idea è che se uno si è interessato, pagato dallo Stato, di alcune problematiche, vita natural durante, non possa più speculare su quanto ha appreso grazie alle istituzioni repubblicane. Temo che sia vero il contrario: tutti (o quasi) ritengono loro diritto continuare a sfruttare l’investimento che la collettività, a suo tempo, fece su di loro.  

Tavaroli, bene o male, sfrutta il suo passato nell’Arma. E non sempre, come le sentenze affermano, con onore. 

Mi sembra che girino voci ancora una volta che lasciano dubbi sulla sua moralità professionale. Come si sentirà raccontare, nelle prossime ore, dalla signora Cecilia Marongia, ex collaboratrice del card. Angelo Becciu, pare perfino che Tavaroli (ipotizzo per denaro che qualcuno gli allungava) arrivasse a suggerirle di mettere in mezzo il vertice dell’AISE, nella persona del gen. Luciano Carta

E a voi sembra lecito, morale e utile tutto questo? Bande, bande, bande, altro che Grani e la sua presunta pericolosità mazziniana! Vero Tavaroli

Comunque ci incuriosisce quel che ha da raccontare la signora Marongia

Oreste Grani/Leo Rugens