Leo Rugens capitalista in Bitcoin/Satoshi? E adesso come lo fermate?

Immaginate come si mette la vicenda ora che da povero quale ero e mi sono sempre, con dettagli, descritto, rischio di diventare ricco?

Vedete, amici, affezionati lettori e nemici giurati, “degli accertamenti che muovono dalla persona per giungere al patrimonio” ho fatto una scienza. Nel senso che mi sono organizzato preventivamente perché nessuno, messo sulle mie piste (in quanti c’avete provato?) trovasse il malloppo.

Certo, per non farmi trovare il bottino accumulato in decenni di illeciti guadagni, ho fatto quella che altri avrebbero chiamata “una vita di merda”. L’ho fatta io ma, soprattutto, l’ho fatta fare a mia moglie e alle persone a me carissime. 

Ho infatti, in modo maniacale, quasi persecutorio, convinto i miei amici e familiari che chi di dovere, se avesse deciso di farci cadere in contraddizione (tutte le cose che affermavamo in Leo Rugens e in altre sedi e poi “razzolavamo” malissimo), avrebbe, per prima cosa, preso in considerazione chiacchiere e fatti e che avrebbe tenuto sotto osservazione il nostro eventuale tenore di vita particolarmente elevato e non coerente ai redditi imponibili dichiarati, ovvero all’attività economica e professionale esercitata.

Gli abili investigatori inoltre avrebbero tenuto conto di altri fattori quali ad esempio se ci fossimo accompagnati con soggetti già condannati per associazione mafiosa ovvero, come tecnicamente si dice, già destinatari di misure di prevenzione personali perché ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica.

A tal riguardo, ricordavo ai miei amici e collaboratori (ma in cosa collaboriamo?) che per scoprire una eventuale doppia vita risulta decisivo osservare le frequentazioni presso l’abitazione del soggetto che si tiene d’occhio fino a dettagli quali chi fossero i partecipanti ad un eventuale pranzo di nozze (momento in cui anche i furbi prudenti cadono in tentazione) o ai raduni familiari per battesimi, cresime e altre festività comandate. 

Fondamentale, sempre per gli accertamenti sul tenore di vita reale che partono dalla persona quando ci si pone in caccia dei tesoretti o tesoroni (l’insegnamento di Giovanni Falcone) la richiesta presso le società di gestione delle carte di credito onde rilevare, per esempio, attraverso l’addebito dei costi, le presenze della persona investigata in particolari zone del territorio nazionale e/o estero. Intendo località tipo Portofino, Cortina, Taormina, Capalbio, Formentera, Montecarlo. Utile se non determinante anche la ricerca sugli spostamenti del soggetto da un territorio ad un altro attraverso rilevamenti informatizzati alberghieri e soprattutto in rapporto ai “visti” che eventualmente dovessero comparire sui passaporti. Regina di tutte le verifiche è il monitoraggio con le prestazioni obbligatorie (e non solo) della vita che si svolge con e grazie ai telefonini. Ai telefonini e al proprio computer. Fino, dal recondito, se osservate una bella ragazza che, per denaro (tutti avidi in questo mondo!) si mostra nuda.

Importante potrà risultare ancora il rilevamento di targhe di autovetture di grossa cilindrata impiegate nella quotidianità operativa a cui si possono aggiungere informazioni presso officine specializzate in materia di blindature degli autoveicoli e attraverso tali eventuali dati l’individuazione dei committenti. 

Io, se fossi stato un investigatore, avrei tenuto sotto controllo perfino le ditte o gli specialisti di impianti di sicurezza presso le abitazioni. 

Ovviamente a queste prime semplici accortezze per non rivelare che siete ricchi e non poveri come volete far credere, ricordatevi che per chi vi da la caccia, fondamentali sono gli accertamenti patrimoniali al fine di individuare le possidenze (mi piace il termine) riconducibili e/o nella disponibilità di fatto di chi viene controllato. Attici, ville, castelli. E i controlli si devono fare almeno indietro di un quinquennio. Non dovete avere pertanto immobili, macchine fiche, carte di credito rivelatrici di come e in cosa spendete soldi. Niente partecipazioni azionarie. Niente cassette di sicurezza. Niente polizze assicurative. Niente cespiti immobiliari (non dovete avere inquilini che vi pagano affitti) e niente di niente presso il Catasto o il Registro Navale e Aeronautico. Mi fermo perché avete capito che, tra il serio e lo scherzoso, sto parlando di una vita da “cittadini proletari” (se avete figli) ma che non posseggono nulla. Dimenticavo che anche le utenze (luce e gas) rivelano. 

Potete immaginare, dopo questo primo semplice elenco, come sia difficile apparire povero, se non lo si è. 

Ebbene, vera, falsa o autentica che sia, oggi lascio in rete l’affermazione che, in realtà, sono ricco. Forse, secondo i canoni tradizionali, sono semplicemente bene stante (nel senso che sto bene) e questo grazie alla scelta fatta, con la mia saggia moglie che è la gestrice del patrimonio, anni addietro, di non possedere nulla se non un conto segreto in Bitcoin. Ebbene, come certamente sapete, i nostri risparmi di due vite (ma a quanto ammontavano?) negli ultimi mesi, si sono decuplicati e da oggi che “siamo” anche quotati a Wall Street non si può sapere quanto diventeremo ricchi. O ancora più poveri (ma come sarebbe possibile?) se la bolla informatica e speculativa si dovesse sgonfiare. Il tutto per dirvi, tra il serio e lo scherzoso, che se quando ero, formalmente e sostanzialmente, tra gli uomini più poveri di Italia, vi davo del filo da torcere, immaginate ora che sono anche bene stante (nel senso che sto bene) che cazzo sono in grado di farvi. Capita l’antifona, la morale della favoletta, la metafora, l’allusione? 

E poi, dal momento che non avevo nulla prima e che potrei in realtà non avere nulla anche adesso, lasciatemi il piacere, per farmi ricco, di citare un post preveggente comparso in questo marginale e ininfluente blog il 9 luglio 2019

Se mi aveste dato retta anche voi oggi sareste ricchi come la Famiglia Grani.

Oreste Grani/Leo Rugens nella sua nuova veste di capitalista, azionista in Satoshi.  

P.S.

Vi voglio dare una misura delle cifre di cui stiamo parlando: se il patrimonio che ad oggi la Famiglia possiede in Bitcoin venisse tramutato in Pasta Rummo/Pasta di Borgo Pace, Burro Beppino Occelli, Riso Selezione ‘900, Passate Mutti, Olivum commercializzato dalla Bottega del Salento, il vino di Angelo Gaia, vari formaggi pecorini che si trovano nella zona di Cortona, Nutella e Fette Biscottate Gentilini, a Casa Grani ci sarebbe da mangiare “vita natural durante”.  E vi sembra poco? 


PUZZA NAUSEABONDA E CRIPTOVALUTE

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Come sapete vivo al limite dello stato di povertà. Questa condizione non si vede ma esclusivamente per soluzioni (mi faccio aiutare!) a cui mi piace ricorrere per rendere coerente, in forma e sostanza, quest’aspetto della mia vita. Chi ritiene giusto farlo, mi aiuta.

In questa conduzione frugale non ho certo mezzi per speculare sulle valute elettroniche. Il Bitcoin, tanto per fare un esempio. Eppure, se andate a controllare date e dichiarazioni, potreste scoprire che se un oculato lettore avesse ben interpretato quanto ho scritto sul Bitcoin si sarebbe accorto che, dopo la brusca flessione di mesi addietro dai miei scritti dilettanteschi si capiva che fossi certo che sarebbe tornato a rafforzarsi. E così è stato. Vi lascio dei numeri su cui riflettere: nell’ultima settimana chi avesse investito 100 dollari avrebbe guadagnato il 13,94% (e ancora la cripto-valuta sale); nell’ultimo mese è salita del 44,63%; di ben 183% negli ultimi sei mesi. Un bel guadagnare.

“Interessante”, direbbe il mio amico Amnon Barzel. E ritengo che, se lo dicesse, non intenderebbe solo dal punto di vista speculativo finanziario.

Vediamo di ragionare su questi grafici in continua ascesa. Nei prossimi mesi (sei?) la criptovaluta, ormai bene rifugio, punterà al traguardo dei 20.000 dollari per ogni Bitcoin.

Poi potrebbe muovere le “chiappe finanziariamente seduttive” verso i 40.000 dollari. E questo per il Capodanno 2022. In questo lasso si tempo, ovviamente, assisteremo ai sali-scendi tipici di una crescita esponenziale di questa dimensione. Basterà non farsi spaventare nei momenti di ribasso. Al quarto di secolo, intorno al 2025, il Bitcoin potrebbe sfondare il tetto dei 250.000 dollari per ogni unità.

Quando dico che sarà sempre di più un bene rifugio, dico implicitamente alcune cose possibili ma, soprattutto, spero che questo avvenga avendo protetto i soldini del salvadanaio (soldi rubbbbbati ovviamente) cambiandoli in alcuni bitcoin.

Un pugno di poche unità delle monetine elettroniche ma che, se dovessero arrivare a valere ognuna un quarto di milione di dollari, farebbero di me, dopo essere stato tra i cittadini più poveri d’Italia, anche un “milionario”. In dollari. Tanto per non farmi mancare nulla.

Come vedete oggi, più del solito, il vostro Leone Ruggente sogna, mente (non ho nessun risparmio in nessuna cripto valuta e pertanto continuate a soccorrermi) e spara cazzate di nessuna credibilità. Tanto per cambiare.

E aggiungo: se ogni tanto anch’io non scherzo come potrei sopportare la vita che mi sono scelto? In più, a Roma, di questi giorni, con il gran caldo, con un milione di presenze in più (questo vuol dire il turismo stagionale) la montagna di rifiuti post era Cerroni non determina un gran bel vivere.

Smash the trash (sconfiggere il rifiuto) titolava un capitoletto di uno schema di ragionamento che ebbi a consegnare al Comune di Roma, anni addietro. Inutilmente. Inutilmente perché nulla, quella e le amministrazioni a seguire, fecero di quanto ebbi a consigliare. Ma almeno quella volta, mi pagarono. Poco, ma mi pagarono. Avessi investito in bitcoin il ricavato di quella consulenza oggi potrei organizzare io la raccolta. Ma la criptovaluta non esisteva. E neanche il M5S con la sua decisione autolesionistica di “perdere la Capitale” dopo averla conquistata in pompa magna e a furor di popolo.

Misteri misteriosi.

Caldo e puzza nauseabonda, fanno il resto e questo post testimonia quanto questo resto incida sulla mia confusione mentale.

Oreste Grani/Leo Rugens che ancora si chiede da chi fosse consigliata la Virginia Raggi e come sia possibile che tutto questo stia accadendo. Compresa la crescita esponenziale del valore della moneta elettronica.

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