La mafia? Non esiste. Tantomeno la ‘ndrangheta. Soprattutto nel Nord Italia. Ma ora parla Nicolino Grande Aracri

…e forse si scopre che la mafia (soprattutto la ‘ndrangheta) non solo esiste ma è una sola cosa con tanta finanza, troppi imprenditori disonesti, tanta politica, tanta burocrazia statale, un pizzico di forze dell’ordine, con un ciuffo di magistratura. Tenetevi forte perché si parte sull’ottovolante e ce ne sarà per tutti. Ritengo che sia cominciato (almeno così sogno) il grande svuotamento, da dentro, auspicato dall’antropologo culturale Vito Teti, grande intellettuale di cui vi parlo da tempo non sospetto. 

Speriamo quindi che chi interroga (Nicola Gratteri) e chi risponde (intendo il vecchio mafioso) aiuti a comprendere cosa si intenda quando si dice svuotare dall’interno:

Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per pochi e lascia nella miseria; getta nel dolore e nel lutto quanti da essa si fanno attrarre. Svuotare la ‘ndrangheta significa svuotarne i falsi valori, prosciugare il brodo di coltura, bonificare il contesto in cui si afferma. Svuotare, dribblare, rendere inutile e insensata la ‘ndrangheta comporta una grande capacità di conoscere, comprendere, interpretare, indagare il fenomeno, nei suoi molteplici aspetti. Conoscere e rispondere. Interpretare e agire. L’azione, quando viene portata avanti con convinzione e credibilità, genera meccanismi virtuosi, contagia, fa riflettere. Quando si afferma la necessità che la ‘ndrangheta vada studiata nelle scuole o sia oggetto di materie di insegnamento, non si pensa certo a generici spazi universitari: il progetto è più ambizioso e chiama in causa anche il ruolo delle Università, della scuola, della politica, della società, dei partiti, della Chiesa.

Bisogna dare la caccia alle teste pensanti, oltre che ai manovali della criminalità organizzata. Bisogna scardinare quel grumo di potere occulto che garantisce da sempre la sopravvivenza delle mafie. I centri di potere politico ed economico sono la ragione del successo dei boss e dei loro gregari. Quelle «menti raffinate» di cui parlava Giovanni Falcone sono simili alle «teste pensanti» su cui finalmente si comincia a indagare anche in Calabria e nel resto del Paese. La zona grigia è come l’acqua e l’aria, indispensabili alla vita e alla sopravvivenza degli ‘ndranghetisti.”

Oreste Grani/Leo Rugens