Le fattezze di Cha Cha Di Silvio mi obbligano a ricordare il giudice Lollo. Entrambi “operativi” in Latina

La trasmissione (sempre più benemerita) “Non è l’Arena” di Massimo Giletti (ho capito che si è anche sentito male durante la serata particolarmente impegnativa), ha dedicato l’ora finale (tenetene conto se volete ascoltare e vedere il brano che più mi ha colpito relativo al controllo criminale della Città di Latina e zone limitrofe fino al mare), di ieri 18 aprile 2021, a tale Cha Cha (Costantino Di Silvio), il boss che ha la sana abitudine di girare nudo e da nudo lanciare messaggi espliciti all’ex onorevole Pasquale Maietta di cui ritengo necessario invitarvi a leggere i riferimenti biografici, politici e culturali. Mai dimenticando con quanti altri bei soggetti si accompagnava il parlamentare pugliese-basso laziale quando era in Fratelli d’Italia

Sono certo di aver, sin dal 6 agosto 2019, provato a richiamare l’attenzione dei miei pochi e sempliciotti lettori sulla città di Latina, il suo circondario, il suo palazzo di Giustizia. Sono certo di aver cercato di aprire gli occhi su di una città dove ad un magistrato, Antonio Lollo (e non pochi suoi collaboratori), è stato consentito, per anni, di fare quel che cazzo volevano. Nel richiamare l’attenzione sono certo di aver voluto, tra l’altro, evidenziare in che clima etico, valoriale, politico, economico, culturale alcune forze spadroneggiavano. Lollo e i suoi erano l’esempio ed erano lo Stato a Latina. Quel che emerge lascia molti attoniti ma non chi, come noi, si è interessato del degrado che già aveva colpito Latina e il suo Tribunale Fallimentare. Cioè il cuore istituzionale dove la Banda Lollo aveva portato scientemente (per saccheggiarle) al fallimento 800 piccole e medie aziende.

Latina andrebbe letta complessivamente, dentro e fuori il Parlamento Repubblicano (COPASIR compreso), tenendo insieme le immagini edificanti di Cha Cha che simula come si inculava (adesso oscurate Leo Rugens per il linguaggio triviale) l’onorevole Pasquale Mietta, come il Latina Calcio fosse nelle sue disponibilità, come tutti (ex poliziotti compresi) non potevano non sapere tutto dei propri compagni di schieramento politico al guinzaglio del Boss. 

Oreste Grani/Leo Rugens


MA CHI È IN REALTÀ QUESTO ANTONIO LOLLO UN TEMPO MAGISTRATO A LATINA?

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Aumenta la percentuale degli italiani che non si fida più dei magistrati.

A me piace pensare che un residuo 5/6% dei magistrati, onesti e competenti, non solo non si fidano più di molti italiani ma che, degli stessi, abbiano le prove che sono criminali.

La verità che vi invito a prendere in considerazione è che questa residua percentuale di magistrati è stata scientemente messa nelle condizioni ottimali perché non riesca più a fare giustizia.

Usciamo da questa sterile questioncella e facciamo banalmente mente locale a un fatto meramente estetico.

Quelle che vedete a seguire sono foto che ritraggono il magistrato “Lollo” (non è il soprannome di un mio nipotino che così viene affettuosamente chiamato in famiglia) che, quando viene arrestato, sotto la denominazione “Sistema Lollo” (come Sistema MontanteAmaraMatacena e cento altri), si scoperchia un intero mondo.

Il magistrato (perché tale fino alle coraggiose denunce era) Antonio Lollo (ed altri) aveva infatti messo in piedi un sistema (in realtà i “sistemi” sono le vecchie care associazioni a delinquere spesso condotte con l’aggravante dello stile mafioso) a cui nulla che “respirasse” nella provincia di Latina, era sfuggito. Per anni. Centinaia di fallimenti pilotati e di imprenditori depredati. Leggete un po’ di rassegna stampa e tenete conto che non stiamo parlando (per ora) di un film di Dario Argento, anche se i connotati del reo farebbe pensare diversamente.

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Caso ultima ma non ultima, è doveroso farvi sapere, pochi e affezionati lettori, che, per vie rizomiche e imperscrutabili, siamo venuti a conoscenza di dettagli di queste vicende bituminose basso laziali, raccontati e affidatici da vittime di Mister Lollo per cui possiamo dire, conoscendoci, che Lollo irrompe, a buon titolo, nella nostra speciale black list di chi va attenzionato per il tempo necessario a valutare un vero pentimento. Le vittime delle sue violenze predatrici, viceversa, come meritano, saranno molto molto molto meno sole rispetto al loro recente passato in cui, così a me sembra, non sempre sono state garantite come si doveva.

Oreste Grani/Leo Rugens




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Pasquale Maietta

È nato a Grottaglie, ma vive a Latina. Laureato in economia e commercio; è commercialista a Latina.

Attività politica

Dal 2007 al 2010 è stato consigliere comunale a Latina, nelle liste di Alleanza Nazionale.

Rieletto nuovamente nel 2011 con il Popolo della Libertà, a settembre dello stesso anno diviene assessore al Bilancio, carica che mantiene sino al 21 gennaio 2014, data in cui presenta le dimissioni il sindaco Giovanni Di Giorgi.

Elezione a deputato

Nel dicembre del 2012 abbandona il PdL per aderire a Fratelli d’Italia.

Alle elezioni politiche del febbraio 2013 è candidato alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Lazio 2, nelle liste di Fratelli d’Italia (in terza posizione), venendo eletto deputato della XVII Legislatura per via della rinuncia di Giorgia Meloni e di Fabio Rampelli (che optano per un’altra circoscrizione).

Alle Elezioni europee del 2014 è candidato per FDI nella Circoscrizione Italia centrale (che raccoglie i collegi di Lazio, Toscana, Marche e Umbria), ma con 9.699 preferenze e il 3,7% del partito non viene eletto.

Il 13 giugno 2014 diventa presidente dell’U.S. Latina Calcio con il 50% delle quote, dopo esserne stato vice presidente dal 2007. Il 18 novembre 2016 si dimette da presidente per problemi giudiziari. Sempre nel 2016 viene invitato ad autosospendersi dal partito, da cui successivamente viene definitivamente espulso

Non si ricandiderà più in Parlamento nel 2018.

Procedimenti giudiziari

A gennaio 2015 è iscritto nel registro degli indagati per la cosiddetta variante Malvaso; ad ottobre dello stesso anno risulta iscritto nel registro degli indagati nell’operazione che si è conclusa con 24 arresti e un sequestro preventivo per 12 milioni di euro. Il politico è accusato dalla Procura di Latina di violenza privata insieme a Costantino “Cha Cha” Di Silvio, ritenuto ai vertici dell’organizzazione criminale legata ai Casamonica di Roma.

Nel novembre del 2016 la procura di Latina richiede alla giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati l’arresto del deputato Maietta nell’ambito dell’inchiesta “Olimpia” riguardante la gestione degli appalti e dei fondi del comune di Latina. Pochi giorni dopo risulta indagato, insieme ai precedenti vertici dell’U.S. Latina Calcio, anche nell’ambito dell’Operazione “Starter” della Guardia di Finanza e gli vengono sequestrati beni mobili ed immobili per illeciti finanziari legati alla gestione dello stesso club calcistico.

Il 16 aprile 2018 viene arrestato insieme ad altre 12 persone nell’ambito dell’operazione “Arpalo”, in quanto ritenuto il vertice di un’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio aggravato, al trasferimento fraudolento di valori, alla bancarotta fraudolenta e a reati tributari e societari