Alessandro Quadri e il mondo produttivo di Maledetti Toscani

Ho accolto volentieri il commento del lettore Alessandro Quadri, per la competenza che mostra e il senso etico-morale che connota tutto il suo ragionamento. 

E poi, lo scrivo senza false ipocrisie, ho accolto il messaggio per chi è Quadri.

Quadri appartiene infatti ad una famiglia di imprenditori che dal 1848 ha dato vita al brand “Maledetti Toscani“. Cosa sia Madedetti Toscani, per il mio e il vostro piacere, lo trovate a seguire. Quando scriviamo quindi che è uno competente, non stiamo “sviolinando” nessuno. Come altre volte mi è accaduto di fare in passato, lo spessore dell’interlocutore (e le implicazioni degli argomenti trattati a cominciare dal principio di legalità e di difesa degli interessi nazionali), mi spingono a fare del gentile messaggio un vero e proprio post. Anzi, miei intelligenti lettori, se mostrate interesse alla materia (attenti comunque che “scotta”) da oggi, al comparto dedicheremo la doverosa attenzione. Così, anche in questo settore che può ad un primo esame apparire lontano da quello della sicurezza nazionale e dell’intelligenza dello Stato che sembra essere il campo di Leo Rugens, vedremo di dire la nostra.

O, meglio, far dire a chi veramente se ne intende, come stiano le cose. Inaugurando, se alla Famiglia Quadri può fare piacere, un passaparola che come sapete diventa sempre più importante man mano che cresce nella nostra società l’amore per l’informazione di nicchia. 

Come molti hanno ormai scoperto, nell’era telematica, il passaparola (per ora continuo a chiamarlo così) è un gioco difficile. Un gioco che è fatto di informazioni, fiducia, fedeltà, lealtà e visione. 

Buona lettura. Per il resto c’è tempo.

Oreste Grani/Leo Rugens

Maledetti Toscani è un’azienda di pelletteria di alta qualità con sede a Cortona (AR). Di proprietà della famiglia da quando il trisnonno aprì un negozio nello storico borgo di Montepulciano, ancora oggi sede dello store più rappresentativo e iconico.

Maledetti Toscani è gestita da Alessandro Quadri, amministratore delegato e socio unico, mentre il fratello Nicola è creative director del brand. Al loro fianco, collaboratori, dipendenti, direttori degli store e personale di marketing.

Le scarpe, le borse, i capispalla sono prodotti senza tempo, sembrano usciti dalla bottega del trisnonno di Alessandro e Nicola e arrivati a noi con la stessa passione e lo stesso amore per l’artigianato di qualità.

Artigianato di qualità che Quadri sostiene si debba produrre secondo modalità che per semplicità definirò etico-morali oltre che, opportunamente, facendosi muovere da sane finalità commerciali.

P.S.

Il comparto si agita e solleva questioni (occupazione, immagine, export) con approccio che a me sembra di tipo semplicistico e molto tradizionale.


LA MAFIA? NON ESISTE. TANTO MENO LA ‘NDRANGHETA. SOPRATTUTTO IN TOSCANA

Per cui, a leggere le notizie di cronaca giudiziaria, per lavorare le pelli, base un tempo di meravigliosi prodotti italiani, non solo si inquinano i fiumi, i pozzi, l’agricoltura ma soprattutto l’economia che viene consegnata, da imprenditori avidi e senza scrupoli, alla criminalità. 

Complice la solita politica, incivile ed affaristica.  

A saper trattare la notizia, si capisce che invece di affidarsi a conciatori che sappiano lavorare con gli antichi metodi risalenti all’Impero Romano, i “commercianti” non vanno più per il sottile. Non si perde tempo.

Niente concia al vegetale che ancora oggi sarebbe il metodo più ecologico, la più tradizionale e riconoscibile, l’unica che lascia ben visibile l’impronta digitale di ogni pelle, perché rispetta la natura della materia. La pelle conciata al vegetale, alcuni (pochissimi) lo sanno e, testardi, continuano a farlo, assorbe e incorpora in sé il tempo che passa e testimonia l’uso che se ne fa. Così si esprimono alcuni imprenditori “toscani” che non solo ne sanno ma trattano le pelli, con approccio sapiente, da decenni.

Se si va per le spicce e si inquina potete stare tranquilli che il prodotto farà male alla salute di tutti e in particolare di chi ci ha lavoratoSfruttamento e cancro (questo innescano, tra l’altro, gli imprenditori su cui la magistratura indaga) non sono argomenti per i quali si possa chiudere un occhio. Con la concia e il lavaggio dei jeans per anni in quelle terre “civili” chi si arricchiva lo faceva uccidendo innocenti oppure schiavizzano, all’estero,  lavoratori di popoli già poveri creando fame. Non lavoro o Fatto in Italia di cui andare orgogliosi 

Interessante questa inchiesta sul mondo della concia e sui metodi infami che legano, nel solito triangolo sordido, imprenditori senza etica, malavita pronta a tutto, e politica locale. Interessante, ripeto. 

Oreste Grani/Leo Rugens

4 THOUGHTS ON “LA MAFIA? NON ESISTE. TANTO MENO LA ‘NDRANGHETA. SOPRATTUTTO IN TOSCANA”

  1. Gianni in  ha detto:ModificaAnche a Pisa, innesto “sestri Livorno” zona S. Piero a Grado le platee di fondazione dei piloni del viadotto sono piene di residui di lavorazioni cancerogene. Negli anni 90 costò a qualcuno il posto alla regione.Piace a 1 personaRispondi ↓
  2. Gianni in  ha detto:ModificaCostò il posto al vice presidente della regione… Di quel tempo, tale granchi…. Mi pare…. Un radicale fece una denuncia in procura…
    Cordialmente GianniPiace a 1 personaRispondi ↓
  3. alessandroquadri in  ha detto:ModificaDrammaticamente felice per questo articolo, legato al servizio fashion/pelle/scarpe, collegato, non casualmente al servizio della pubblica TV.Da anni combatto con il Brand della mia Famiglia, molte volte, urlando nel silenzio!
    Potrebbe essere tutto molto più semplice per combattere contro scandali del genere.Evidenziare al mondo “malati” che, possono essere bambini od adulti, maschi o femmine, nei paesi dell’est Asiatico in Africa e nei paesi dell’America Latina, i quali “lavorano” nelle vasche per il trattamento di pelli, tessuti e quant’altro, utilizzando materiali chimici, che ormai da lungo tempo vengono considerati nei Paesi Occidentali “cancerogeni” senza porsi un ben che minimo dubbio sulle norme di sicurezza e sull’età dei suddetti “lavoratori” (parliamo di minori dai 6 ai 12 anni) non è argomento solo etico e morale ma semplicemente un atto criminale.Sarebbe auspicabile ,almeno nel nostro paese Imporre, attraverso il legislatore, un’unica forma di concia…. la “Concia al vegetale”Esiste da non molto un’associazione che si batte su questo terreno a dir poco ostico (visto i VARIEGATI interessi in gioco).
    Tale associazione, di cui siamo utilizzatori di prodotti semilavorati, e’ denominato “ CONSORZIO DELLA PELLE CONCIATA AL VEGETALE” che fa’ parte di un più organico e complesso, non complicato, progetto che segue tutta la filiera compreso l’allevamento degli animali coinvolti.Sarebbe meraviglioso per il ns. sistema paese iniziare una RIGOROSA RIFORMA sul concetto del MADE IN ITALY…………….semplicemente imporre due semplici, ma non semplicistici, concetti che racchiuderebbero lo spirito del ns. rinascimento, a cui ci ispiriamo, ”………..si è autorizzati a FREGIARSI del BRAND made in Italy esclusivamente solo su prodotti rigorosamente PENSATI, DISEGNATI, CAMPIONATI, PRODOTTI, CONFEZIONATI e VENDUTI da aziende ITALIANE e prodotti rispettando le regole di ETICA che dovremmo, o prima o dopo, IMPORCI……”
    Potrebbe sembrare, ad una prima superficiale lettura un “APPROCCIO TALEBANO” al problema…….ma ritengo che, se urgentemente non si proceda a tali prese di posizione avremo in tempi ormai brevi……. l’estinzione del BRAND Made in Italy.L’estinzione avverrà ormai a breve termine, volenti o nolenti, in quanto, ahimè, il Made In Italy è stato mano a mano negli ultimi 20 anni, svuotato di ogni contenuto oggettivo.Alessandro Quadri