Se muore Berlusconi che fine farà l’asse d’acciaio Arcore-Cremlino?

A che punto è, viste le condizioni estreme del boss di Arcore, la necessaria transizione di quanto negli anni è stato messo a punto (e non solo in termini d’affari come a Washington ben sanno) dai tre (e non solo ovviamente loro) cosacchi Angelo Codignani (+ sua sorella Luana), Antonio Fallico (cioè l’uomo venuto da Bronte, introdotto a Berlusconi dai Fratelli Dell’Utri, siciliano con la passione per la scrittura, noto anche come l’agente d’influenza Anton Antonov, autore di Prospettiva Lenin) e Valentino Valentini, da Bologna, conosciuto ed stimato in tutta la costiera romagnola e nel business della Repubblica del Titano?  

Ho buttato in esordio post questi nomi ma tenente conto che la signora e i signori sono parte di un tutto di valore geopolitico incommensurabile che alla morte imminente di Berlusconi si ritroveranno ben quotati sul mercato

Non certo per l’Italia di cui, ad oggi, diventa difficile considerarli parte. A loro, per motivi di intreccio con due degli ultimi colossi para-italiani, Gruppo Intesa-San Paolo ed ENI, si possono aggiungere gli ovvi Paolo Scaroni, Luigi Bisignani, Lorenzo Grabau. E sottopanza vari.

Oreste Grani/Leo Rugens