Lo scorpione Tofalo pensa di potersi girare impunemente contro Mario Draghi

Tra le tante “toppate” prese nella ormai lunghissima vita civile e professionale quella di aver considerato Angelo Tofalo una risorsa per l’intelligenza dello Stato è stata tra la maggiori. E ancora ve ne chiedo scusa. A voi e ai miei maestri che si rigirano ancora nella tomba. Il parlamentare salernitano, evidentemente ancora incazzato per la fine opportuna che Mario Draghi ha riservato all’inutile (se non dannoso) Gennaro Vecchione e per le condizioni in cui versa il faro di riferimento strategico culturale denominato Link Campus University in cui il Tofalo afferma di essersi formato, spara mega cazzate sulla necessità di impallinare, alla prima occasione, il Governo Draghi.

Il resto (un nuovo progetto, di reale cambiamento) è noia se non ci fossero pericoli per la Repubblica vista la materia di cui si è dilettato, per alcuni anni, l’ingegnere-calciatore. L’ingegnere deputato, pur avendo gli occhi dritti, appare un tantinello strabico. Verso quali orizzonti e alleanze geopolitiche sia rivolto lo sguardo di Tofalo (e dei suoi interessati consiglieri) ritengo sia facilmente deducibile anche da un aspetto minore quale è quello dell’ostilità ideologica che trasuda verso Mario Draghi che, notoriamente, si è formato negli USA e non a Mosca. O a Malta. O, peggio, dalle parti dove lo voleva condurre la sua interlocutrice e mentore Anna Maria Fontana. Signora gentile conterranea (sono campani entrambi) che ancora ci deve chiarire con che criterio scelse il pollo, comunque già a quella data, membro giovane-giovane del COPASIR.

Oreste Grani/Leo Rugens