A margine del cambio di rotta governativo in Israele

Ad altri scrivere della fine (fragile, comunque, la conta con 60 a favore, 59 contro e un astenuto) della stagione (dodici – numero simbolico – anni) di Bibi Netanyahu.

A me interessa il futuro di Israele e implicitamente del Mediterraneo che non avrà pace se non si risolverà il destino incrociato dei due popoli, ebrei e palestinesi che quando parlano di quelle terre uno pensa “Israele” e l’altro “Palestina” pur riferendosi agli stessi luoghi. Fino a ieri, come è stata capace di dire recentemente l’on. Alessandra Ermellino, membro attivo della Commissione Esteri, le cose non sono state risolte. Punto. Non è un fatto  ideologico-culturale ma terribilmente oggettivo. Bisogna delineare altre ipotesi. Bisogna che il ritrovato asse USA-Europa subito, COVID a prescindere, idei un grande piano per sostenere la trasformazione “intelligente” di quei territori. Fino a farli divenire esempio per il Pianeta.

Fino a pochi giorni addietro il timore in quei territori (oltre è ovvio la tragedia di morti innocenti) era che (stringo fino all’osso), allungandosi il tiro dei razzi “palestinesi” provenienti anche dalla Siria, ci si trovasse di fronte ad un lancio ben riuscito è capace di colpire, con forza distruttiva sufficiente, la centrale (nella zona di Dimona) ad energia atomica sita a 35 chilometri a est (così mi sembra) di Beer-sheva, città israeliana. Ciò che l’umanità deve temere quindi è che, per vendicarsi di Tel Aviv, gli iraniani/palestinesi/altri arrivino a toccare il reattore causando un incidente nucleare di proporzioni difficilmente calcolabili, certamente eclatante dal punto di vista mediatico. La fine dell’URSS, nella mia semplicità e marginalità, ho sempre pensato che sia incominciata a Cernobyl. Comunque anche a Cernobyl. 

Dobbiamo quindi, se abbiamo a cuore il Mediterraneo (e non solo per le belle spiagge) ideare (e chiedere con forza che si prenda almeno in considerazione) un piano straordinario di investimenti da destinare a quelle terre (non sta a me dire a chi deve andare il controllo dei flussi finanziari e le modalità attuative di questo sogno) perché dopo essere state per troppo tempo sinonimo di sopraffazione di alcuni su altri e di vendette sempre ad un passo dall’essere attuate, diventi lo stupore del Pianeta dove si annunci un avvenire non violento in cui finalmente il genio che è in ogni uomo troverà modo di esprimersi. Non dimenticando che oltre a Gandhi (ve ne ho parlato altre volte) nella residenza di Ben Gurion un tempo (forse ancora oggi) c’era il busto di Socrate. Oltre a Gandhi e al suo esempio di forza morale per sconfiggere gli inglesi scioccamente violenti quindi Ben Gurion si ispirava a Socrate e al rigore del suo esempio. E a questi tre grandi, Socrate, Gandhi, Ben Gurion vorrei che fosse dedicata l’intuizione pacificatrice. Di cui, ovviamente, tornerò a parlarvi. Sognare, come altre volte ho scritto, non solo non costa, ma, nel farlo, non si commette reato. 

Oreste Grani/Leo Rugens 

P.S.

Quando scrivo di un piano straordinario e di flussi finanziari parlo di cifre che devono far stupire il mondo! 

Solo così si capirà che non si può far scivolare verso l’abisso tutti noi che viviamo bagnati dal Mediterraneo. 

Vediamo cosa sa fare Mario Draghi che per decenni ha trattato il denaro con altre finalità. Vediamo se è pronto per lasciare un segno nella storia. Vediamo se trova il coraggio di mettersi alla testa di un movimento politico-culturale che, chiariti i motivi per cui si era pensato si dovesse generare la società moderna e contemporanea, dopo essersi misurato con la mal riuscita costruzione dell’Europa, passando per la Guerra dei sei giorni e quella similare dello Yom Kippur, dal crollo dell’URSS e dalla crisi (ancora in essere) dell’eurozona, riesce, almeno dalle nostre parti, a dare un esempio di convivenza fraterna tra gli umani. Tra gli umani e Madre Natura

Come ho scritto, amo sognare. E sogno quindi la fine di una traiettoria involutiva rispetto agli sviluppi democratici e di convivenza pacifica che le donne e gli uomini di buonissima volontà si meritano. Sogno pertanto la fine dei regimi imposti dai mostri e il trionfo (riscritto?) di quanto previsto nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata all’ONU nel lontano/vicino 10 dicembre 1948.