Fiore e Castellino: pecore o fascisti?

Che Fiore e Castellino abbiano scelto di suicidarsi attaccando la CGIL non ci credo nemmeno se lo vedo; che FdI sia stato accolto al presidio davanti alla CGIL nella figura di Lollobrigida è un fatto, come è un fatto che Giorgia Meloni, sabato mattina fosse nelle rassegne stampa a dire che è la sua storia essersi opposta alle dittature di ogni colore e che lei il 25 aprile non sa cosa sia, poche ore prima del bordello.

È un fatto che un vecchio arnese come La Russa (classe 1947) abbia trovato casa a FN interloquendo con un Castellino, che fa rima con Merlino.

Guarda caso, a poche ore dallo sputtanamento siderale di Fanpage, Fiore e Castellino appaiono due pecore che più pecore non si può.

Se il partito della Meloni ha un problema, esso parla calabrese, non fatevi distrarre, e se qualcuno ha deciso di premere sulla signora per avere i voti necessari a eleggere il Presidente della Repubblica direi che lo sta facendo con successo.

Perché attaccare la sede nazionale della CGIL che da par suo ha mobilitato tutte le camere del lavoro d’Italia in risposta? Forse perché 5 milioni di italiani che lavorano o sono stati iscritti al sindacato non si sono vaccinati e alcuni compagni sono ferocemente incazzati perché si sentono obbligati a farlo?

Il casino aumenta di ora in ora e i professionisti lo sanno.

Alberto Massari