Il partito di chi non va a votare cresce, cresce, cresce

Ad inizio di ogni trasmissione televisiva (ed ogni altra forma di comunicazione), per sperare di cominciare a far cessare il Grande Inganno Para-Democratico, dovrebbe comparire un cartello che ricorda che ormai la popolazione degli aventi diritto al voto (parlo quindi dei maggiorenni) per oltre la sua metà (!!!) non va più a votare. E si dovrebbe aggiungere che questo fenomeno complesso che si chiama, banalizzando, “astensionismo“, è in drammatica crescita. Immaginate infatti tra poche ore cosa accadrà di Roma che, se va bene, sarà governata da uno che raccatterà, al massimo, il consenso (spesso espresso obtorto collo in un paradossale “gioco della torre“) del 15-18% degli aventi diritto al voto. Un po’ poco per dare sostanza alla banale affermazione post “vittoria”: “Sarò il sindaco di tutti i romani!Cioè, in realtà, di quasi nessuno

Questo, tra l’altro è il danno reputazionale inferto alla democrazia dal tradimento del M5S.

Da domani (in realtà torno a scrivere appena posso per importanti impegni familiari) proveremo a scrivere di cose che si potrebbero ricondurre ad una qualche forma di Città/Capitale Educante e di come anche Roma (sembra incredibile ma ci si deve provare) dovrà tentare di non farsi affogare dal malaffare dilagante. Perché, sentite a me, dietro i due schieramenti che sono sopravvissuti e che sono allo spareggio ci sono pronte avidità funzionale a saccheggiare i tanti fondi che compariranno nella Capitale. Bisognerà saper scrivere un ipertesto audace perfino intorno ad ideali urbanistici oltre che ad una qualche intelligenza della città fino a veder ricomparire sulle rive del Tevere un qualche cogito politico e pensare di poterlo fare con quelli che sono pronti a vincere mi appare un pensiero senza alcun senso della realtà. Comunque ci proveremo. E lo scriviamo come una promessa ma certamente anche come una minaccia non volendo mandare in soffitta il nostro amore per Roma e quella idea di sostenibilità che deve essere presa sul serio e ricondotta al suo significato originario per diventare un paradigma.

Oreste Grani/Leo Rugens