Tre amici al bar nel 1970

Dopo “Tre amici al bar”, il caso mi ha portato una fotografia che ritrae tre uomini davanti a un bar di Corso Garibaldi a Milano nel 1970.

Corso Garibaldi era un luogo degradato fino a qualche decennio fa, un susseguirsi di case semi diroccate di fine Ottocento interrotte da qualche brutto edificio signorile degli anni Cinquanta del secolo successivo; vi abitavano personaggi della più varia origine, dalla figlia di un ingegnere ferroviario belga attivo nei primi anni del Novecento alla signora ebrea che appellava la madre maman, mentre al piano terra, dentro una gelateria, un ballerino anarchico celebre suo malgrado trascorreva gli ultimi anni di una tormentata esistenza.

Gli abiti leggeri dei tre sconosciuti indicano che non erano trascorsi dodici mesi dal 12/12/69, quindi si era nella primavera o nell’autunno del 1970, in una di quelle giornate dal cielo così grigio che il sole non riesce a produrre ombre. Il manifesto elettorale del P.C.I. potrebbe risalire, tuttavia, alle elezioni del 7 e 8 giugno, quando per la prima volta gli italiani votarono per i consigli delle Regioni a statuto ordinario, sancendo l’inizio del decentramento del potere statale e il riconoscimento delle regioni, così come richiesto dalla Costituzione. Se così fosse il manifesto sposta all’autunno del 1970 il momento dello scatto. Tutte le regioni, eccetto le rosse Emilia Romagna, Toscana e Umbria avevano la D.C. quale primo partito.

Nel 1970 accadono tante altre cose che elenco alla rinfusa e seleziono per ciò che mi evocano: il primo gennaio viene presa a riferimento la mezzanotte UTC per calcolare il tempo per i sistemi informatici Unix; nei mesi successivi i Beatles pubblicano l’ultimo disco e McCartney si rivolge a un tribunale per sciogliere il gruppo, Gheddafi diventa premier della Libia, il Biafra si arrende, un terremoto devasta lo Yunnan, negli USA accedono al voto i diciottenni, primo volo commerciale del Concorde, muoiono Hendrix e il fratello di Messner dopo avere conquistato il Nanga Parbat, Al Bano e Romina si sposano, israeliani e palestinesi si scontrano nel sud del Libano, Settembre Nero, Aldo Moro visita l’Iran dello Scià, muore Nasser, arriva Sadat, Gheddafi espelle 20.000 italiani, in Francia una valanga uccide 78 persone ricoverate in un sanatorio per malati di tubercolosi, John Conway espone il gioco della vita, l’Italia riconosce la Repubblica Popolare Cinese e rompe con Taiwan, vengono fondate le Rote Armee Fraktion, Italia-Germania 4 a 3, Italia-Brasile 1 a 4, a Reggio Calabria scoppia la rivolta, il Congresso autorizza Nixon a vendere armi a Israele, Nixon annuncia il ritiro di 40.000 uomini dal Vietnam, muore Janis Joplin, Allende vince le elezioni in Cile, Brandt inginocchiandosi commemora la rivolta del Ghetto di Varsavia, Mishima si suicida in diretta, l’Unione Sovietica accoglie Pompidou e prosegue l’esplorazione dello spazio, il 7 dicembre fallisce il golpe Borghese, il 12 dicembre muore colpito da un lacrimogeno Saverio Saltarelli che manifestava durante la commemorazione della Strage di Piazza Fontana avvenuta l’anno precedente.

Ciò che conosco di quegli anni l’ho studiato o me l’hanno raccontato.

Ragionando dell’epoca che preparava il tempo in cui avrei iniziato a pensare e incuriosirmi del mondo, mi sembra stridente il contrasto tra chi si muoveva nemmeno troppo nell’ombra per creare il terrore e chi gettava semi dell’attuale presente. Mentre l’economia del mondo sostituiva il lavoro nei campi e nelle fabbriche con il lavoro presso una scrivania grazie alla crescita dell’informatica e delle macchine, contemporaneamente si organizzavano e si lasciavano proliferare realtà antropologiche arcaiche fondate sul sangue demandando loro il governo dei bisogni che la società rimuove dal discorso.

Mentre la “Credit Data Corporation, una società di informazioni finanziarie operante in un’area abitata da cinquanta milioni di persone, già nel 1968 disponeva di dettagliatissime informazioni su venti milioni di cittadini americani e procedeva implacabile su questa strada, schedando cinquantamila persone alla settimana” (Rodotà, “Elaboratori elettronici e controllo sociale, 1973), varia umanità di italica origine e professione, pensava a come spaventare, massacrandone un po’, i propri connazionali dei quali aveva come missione la difesa.

Nel 1969 le attività della Credit Data Corporation suscitavano giustamente qualche preoccupazione nei membri della Camera dei Rappresentanti che la invitarono a chiarire cosa esattamente facesse delle informazioni che possedeva, e proprio in quell’anno, i miei genitori iniziavano a pagare il mutuo della casa di Milano, un appartamento costruito in Città Studi coi soldi della mafia gestiti da Antonio Virgilio, pugliese di Andria. Che fosse mafioso, mio papà lo comprese quando, nel 1970, fu convocato dal Virgilio: “c’erano due gorilla fuori dalla porta [così si definivano le guardie del corpo] dell’immenso ufficio in un palazzo di Piazza della Repubblica; mi chiese gentilmente di rivendergli l’appartamento, rifiutai e finì lì”. Ci vollero tredici anni, era il 1983 perché Virgilio fosse arrestato, altri due per essere condannato a 11 anni ridotti in appello a 6 fino a che, nel 1991, in Cassazione, sotto l’egida di Carnevale la pena fu annullata.

Risale sempre a quell’epoca la Kosmos, società italiana che possedeva i dati di dieci milioni di italiani, dati riguardanti l’affidabilità dal punto di vista economico dei soggetti: grado di solvibilità, puntualità nei pagamenti, protesti, attitudine a “piantare grane” ecc. con la finalità che facilmente immaginate.

Al 2021 mancano per ora le bombe, finanza mafia e informatica impazzano mentre la politica è moribonda; a giudicare dai nuovi palazzi gli apparati nostrani sembrano pronti a conquistare il mondo, oggi come nel 1970?

Alberto Massari

P.S. Se ho taciuto sui primi vagiti delle B.R. risalenti al passaggio dai Sessanta ai Settanta è perché sto studiando una ipotesi sgradevole.