“L’affaire Regeni”

Il sito di giornalismo investigativo francese nei giorni immediatamente precedenti la firma del Trattato del Quirinale (26.11.2021) rivela che in un cablo dell’ambasciata francese del 30.10.2017 si afferma che la morte di Regeni sarebbe conseguenza della rivalità tra il MID, servizio segreto militare, e la National security; il 6.2.2016 si diceva esattamente questo e qualcosa di più in questo blog; lo potete rileggere alla fine del post.

Alberto Negri, il 3 dicembre 2021, dalle colonne del Manifesto ci informa che il Presidente del Consiglio Mario Draghi, al vertice sulla Libia tenutosi a Parigi il 12 novembre ha alzato la voce con Al SIsi “reclamando giustizia immediata per Regeni e la liberazione di Zaki”: i media italiani, muti.

Nello stesso girono, Francesco Grignetti sulla Stampa parla di una missione segreta di Marco Minniti al Cairo un anno fa.

Più leggiamo che il movente dell’omicidio sia stato di guastare i rapporti italo egiziani per danneggiare le relazioni economiche tra i due paesi soprattutto in materia di petrolio e più leggiamo che abbiamo continuato imperterriti a vendere armi al “Pinochet” d’Egitto e più pensiamo che, se l’allora segretario di Stato John Kerry, Obama presidente, si imbestialì con l’omologo egiziano così come oggi Draghi con il numero uno, il movente dell’omicidio data la sua tetra e teatrale realizzazione sia altro, ben altro. Di sicuro l’effetto ottenuto non è stato quello di interrompere i rapporti commerciali, quanto di rimuovere l’ambasciatore Massari dal Cairo, ambasciatore che non appartiene alla cordata al potere nella Farnesina.

La redazione

Per me, che non sono nessuno, Giulio Regeni è “caduto in servizio”

Mattarella

Non sta a me dire chi sia Marco Gregoretti ma se un giorno, vicino o lontano, mi dovesse leggere, sappia che io il grado della sua attendibilità (alta) lo attribuisco a quanto di lui, con stima e affetto, mi diceva Mimì (il Radiologo).

Poche ore addietro, Gregoretti fa affermazioni e ricostruzioni che non solo condivido ma , mentre le leggo e le riposto, mi straziano il cuore e la mente, immaginando quanto il nostro giovane eroe ha dovuto soffrire, da friulano, per amore dell’Italia e per il suo necessario riscatto. Sentirei doveroso che il nostro Presidente della Repubblica trovasse il coraggio politico, civile, etico, morale di inviare un messaggio al Paese informandolo (eventualmente – viceversa – smentendo queste nostre insinuazioni) sulla morte del nostro piccolo Manfredi Talamo.   

Ho dovuto/voluto non scrivere per qualche ora e questo – ritengo – mi abbia aiutato nella valutazione del gravissimo episodio dello scempio del nostro compatriota Giulio Regeni. Ma lo sentiamo tale questo giovane, brutalmente assassinato dagli sgherri di una delle tre polizie segrete che il generale Abdel Fattah al Sisi ha ai suoi ordini? Quale dei servizi segreti si sarà impegnato a fare il massacro, strappando, con la tortura, informazioni sui contatti intessuti dall’appassionato “indagatore del futuro possibile” delle lotte per il lavoro, la libertà, la democrazia in Egitto? Uno dei tre servizi segreti egiziani, per motivi sofisticati da spiegare (e da giustificare), è stato formato (e viene ancora sistematicamente addestrato) dal mitico Mossad, nato in Israele perché mai più torturatori “nazisti” (e come li volete definire/immaginare questi mostri che tagliano orecchie e nasi mentre chiedono i nomi dei sindacalisti che clandestinamente stanno riorganizzando la resistenza al dittatore, nel nord dell’Egitto, in quel poco di sistema industriale che ancora funziona?) fossero liberi di agire, scarnificando vive le persone per fini abietti di potere e di nevrotiche paranoie.

Che cosa accade mentre ci alziamo, andiamo al bar a bere un cappuccino, imprechiamo sul traffico, pensiamo alla Roma incerta anche durante questo campionato, poi in ufficio ci distraiamo a fare cose spesso di nessun senso, per poi tornare a stramaledire il traffico tornado a casa e, cenando, assistere ai resoconti della kermesse sanguinaria che si è consumata durante la nostra giornata non particolare ma schifosamente normale?

Dicevo che il generale Al Sisi ha tre polizie/servizi segreti quale strumento “folle” per cercare di reprimere, reprimere, reprimere chi non la pensa come lui.

Lo fa con l’aiuto di chi spera che, facendo fare a lui il lavoro sporco del carnefice, favorisca i propri interessi di Paese limitrofo o, in una filiera di mettenculi sanguinari, si puntelli la Libia, come si vuole che sia puntellata, la Tunisia altrettanto, il Marocco vedremo. Scendendo, la Nigeria o il Ciad o, tornando verso il Golfo Persico tutto il sommovimento che è pronto in quelle terre.

Stabilità (maledetti voi che la invocate per le vostre avidità) a qualunque prezzo. Business, a qualunque prezzo. Tra i più schifosamente (ecco perché ho preferito tacere per alcune ore) lecca feci di Al Sisi c’è il vostro bravo ragazzo Matteo Renzi che si è permesso, in questi anni in cui vi ha rappresentato, di farneticare di suoi legami culturali con Giorgio La Pira.

Renzi è l’amico/pupazzo di Carrai e di tutti gli ambienti di riferimento da cui Carrai prende ordini e protezione. Sono questi ambienti, per motivi che “Attanasio Cavallo Vanesio” Matteo Renzi non è in grado di capire che hanno suggerito al Premier di essere solerte nello sdoganare quello che adesso è il feroce responsabile morale della morte del nostro compatriota Regeni. A meno che qualcuno se la senta di dire che la morte di Matteotti o dei Fratelli Rosselli non fosse ascrivibile a Benito Mussolini e al regime Fascista. O che Himmler non fosse l’esecutore dei pensieri e delle scelte di Hitler. O Beria potesse essere letto disgiunto da Stalin. Faccio esempi che anche i cretini possono capire. Il generale Al Sisi, amico e alleato di Matteo Renzi e degli amici di Matteo Renzi e di Marco Carrai, è l’assassino del “nostro ragazzo”.

Che come tale, chiedo al Capo dello Stato, dopo aver assunto le dovute informazioni, di citare, senza se e senza ma, informando gli Italiani che un Italiano, in servizio nei “servizi”, è stato ucciso con le modalità che ormai sono a tutti chiare. Che serve prendere per il culo un’opinione pubblica di disinformati buttando il fumo negli occhi dell’invio di investigatori su un luogo del delitto che nessuno conosce quale sia? Ma la volete smettere? Se non sapete fare le ricognizioni dove muore un Pantani, mi dite cosa raccontate quando dite che state mandando qualcuno ad assistere alle indagini? Quali indagini? Quali interrogatori? Potevate risparmiare i soldi e, senza sprecare troppo tempo e altro denaro pubblico, vi basterebbe consegnare viceversa alle  frontiere gli sbirri di Al Sisi che lasciate liberi di agire a loro piacimento sul nostro territorio e nelle loro attività di persecuzione degli oppositori alla dittatura. Cacciateli oggi stesso e vedrete che qualcuno vi comincerà a rispettare. Quanti altri Argo 16, Ustica, Aldo Moro dobbiamo subire? Tanto, se come alcuni di noi pensano, ce lo hanno ucciso proprio perché era lì nello spirito di servizio che ipotizziamo,  tacere sarebbe viltà di Stato. Tacere e non reagire, occhio per occhio, come dalle parti della Bibbia si insegna, fornirebbe la prova regina di perché questo blogghino, marginale e ininfluente, da anni sostiene, a chi chiede onestamente come ci si arruoli nei servizi segreti del nostro Paese che, se non si trova la dignità di armarci di una classe dirigente capace di non vendersi al primo offerente, non è giusto andare a servire la patria (volutamente in carattere minuscolo) di Renzi, Carrai, Minniti.

Se mi sono sbagliato a ritenere Giulio Regeni “caduto in servizio”, chiedo scusa ai miei lettori e ai suoi genitori. Viceversa, se ho ragione io, da Italiano, chiedo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Capo delle Forze Armate, di farsi avanti e rendere onore e funerali di Stato al nostro compatriota.

Oreste Grani/Leo Rugens che si augura di sbagliarsi.       


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