Comincio a sapere come si vive. A morire, più difficile


Alla vigilia dei tre-quarti di secolo vissuti (ma bisogna arrivarci al 6 maggio 2022), mi sono detto: se non ora quando, per vedere realizzato il sogno di una vita. Sicuramente il pensiero dominante degli ultimi 25 anni e certamente da quando ho incontrato mia moglie Ariela: passare la mano (voglio dire riuscire ad affidare a qualcuno di adeguato ciò che non mi è riuscito di fare) e dedicarmi, continuando ad amare il mio amore, a prepararmi alla non vita. 

Per passare la mano mi sto organizzando e le cose mi sembra si mettano per il verso giusto.

Per la preparazione alla non vita la cosa mi appare più impegnativa. A mia moglie piace credere nella reincarnazione e in ciò che essa comporta. Io viceversa sono incerto su cosa aspetta chi cessa di vivere. Sono riuscito negli anni (ormai sufficienti) a farmi un’idea della mia nascita, cioè dell’origine di Orestino. Ho il ricordo di mio padre e di mia madre e so come sono venuto al mondo. Dopo è stata tutta un’esperienza relazionale e trasformativa individuale. Anche la morte penso appartenga a questa esperienza in divenire. Tornando alla nascita mi è abbastanza chiaro il percorso che si svolge in rapporto con la madre prima ancora della nascita formale e la trasmissione della relazione precedente di mia madre con sua madre e indietro nel tempo da una madre ad un’altra. Difficile ma è abbastanza comprensibile anche per una capretta come il vostro Leo. Una catena pressappoco infinita portatrice della trasmissione della relazione precedente. Complessa la comprensione ma, sia pure tutta al femminile e con le variazioni storiche annesse, ci si può orientare.

Riuscire a pensare ad una esperienza diversa dalla realtà che si è conosciuta e in cui ci si è evoluti è, viceversa, particolarmente impegnativo. Il giovane Edipo non cessa di interrogare l’oracolo non tanto sulla sua provenienza (i suoi genitori) ma il suo destino. Nessuno ha mai dato risposte certe sul futuro di ciascuno di noi dopo la morte. Al massimo sembrano soluzioni possibili quelle elaborate dalle religioni e dai filosofi. Sembrano, fino a quando non si muore. Perché il problema, ad oggi senza risposta, è che nessuno è tornato a raccontare il dopo.  

Oreste Grani/Leo Rugens