L’uomo del Metropol colpisce ancora… per quanto ancora?

È fastidioso leggere parole come quelle scritte dall’ex Ministro dell’Interno che si fa beffe delle difficoltà degli italiani a far quadrare i conti agendo palesemente a favore di un paese terzo. Non fatico a comprendere perché si possa permettere tanta sfacciataggine e perché i custodi della sicurezza nazionale gli abbiano concesso tanta libertà di azione.

Ciò che non tollero è che non si levi una sola voce, esterna a questo blog, a zittire questo individuo, pericoloso per la nazione.

Qui parliamo di gas, l’altro ieri di “pieni poteri” e ieri di una strenua opposizione a chi, maldestramente, tentava di operare per contenere la diffusione della pandemia; prima si è battuto contro le mascherine poi non ha saputo o potuto dire una parola a favore delle vaccinazioni per non dire della opposizione alle chiusure e via dicendo. Gli imputo per questo migliaia di morti e dolore a non finire.

Ma Salvini è uomo d’onore altrui e non è lui il problema, lo ripeto a scanso di equivoci. Voglio infine ricordare, perché le mie orecchie lo hanno ascoltato, un servitore infedele dello Stato chiederci di moderare nel blog i toni nei confronti dell’allora Ministro dell’Interno; oggi comprendo che il problema non era disturbare Salvini, bensì ricordare ai lautamente stipendiati funzionari dello Stato che stavano ubbidendo e proteggendo un palese “alleato” (vorrei dire “servo”) di Mosca.

È risaputo da decenni che Mosca abbia favorito l’ascesa di partiti di destra in Europa e ancora non mi capacito della cecità che tanti studiosi della destabilizzazione in Italia mostrano di fronte a questo dato inconfutabile a meno che, azzardo una ipotesi, le fonti alle quali si sono abbeverati non fossero molto bene inquinate e indirizzate.

Quando mi si pose all’attenzione, da parte di Oreste Grani, la figura di Giorgio Conforto, tante tessere del puzzle trovarono il loro incastro, tuttavia, dell’uomo la cui figlia proteggeva Morucci e Faranda latitanti, ben poco si è scritto o indagato, forse perché sarebbe stato molto imbarazzante trovare accanto alla grande spia / agente di influenza i ritratti di tanti poco noti ma sensibili personaggi.

Oggi non mi va proprio di festeggiare anche se qualche motivo l’avrei.

Alberto Massari