Nelle “segrete stanze” / si fanno strane danze

La sede unitaria dell’Intelligence

L’Intelligence italiana ha la nuova sede unitaria nel quartiere dell’Esquilino, a Roma, inaugurata il 6 maggio 2019 dal Presidente del Consiglio e dal Vertice del Comparto, alla presenza del Presidente della Repubblica. Fonte vai al link

Non sono esperto di infrastrutture critiche però ho una laurea in filosofia e oltre un decennio di scuola “Grani” sicché posso con certezza affermare che non esiste sito meno sicuro in città dove posizionare la “sede unitaria” dei servizi.

Poiché mi sono interessato ai segni prima che all’intelligence e ho passeggiato intorno alla Lubyanka oltre vent’anni fa, quando sfioro piazza Dante penso a Mosca.

Escludo che nei sotterranei del DIS vi siano stanze di tortura per traditori della patria o agenti stranieri o fonti (quelle le lasciamo torturare al Cairo) come alla Lubyanka e di certo non c’è una piattaforma per fare atterrare un elicottero (del resto ce ne sarebbe bisogno?), di sicuro nel palazzo del DIS c’è un potente apparato di difesa elettronica, così potente ma così potente che nei palazzi circostanti chi ha necessità di collegarsi via Wi-Fi se lo può scordare. Prevedo un ulteriore aggravio per le casse dello Stato per risolvere la situazione.

Ma veniamo alla “Parete della Memoria” (Menomosine, figlia di Urano, il cielo, e di Gea, la terra, la personificazione della memmoria e il potere di ricordare) sulla quale sono scolpiti i nomi di Vincenzo Li Causi, Nicola Calipari, Lorenzo D’Auria e Pietro Antonio Colazzo.

Se non volete aggiungere il nome di Giulio Regeni, mettete almeno una stella.

Alberto Massari