O Draghi o Draghi? Si mette malissimo


Il prof. Sabino Cassese richiama l’attenzione su chi, in Italia, non considera Mario Draghi un politico (così quattro stracciaculi nostrani cercano di denigrarlo) e nel farlo, il fine giurista (mi è anche simpatico) opportunamente ricorda a chi lo ascolta che, viceversa, per decenni, Draghi ha trattato “solo” con politici di prima grandezza, in Europa e negli USA. Da sempre, per ruolo e frequentazione, ha ragionato, da massone di primissima grandezza, da pari a pari, con cancellieri, primi ministri, presidenti europei e presidenti o segretari di Stato, in America. Il dramma è che i nostri parlamentari (quasi tutti) sono dei pulciari che non dovrebbero più avere possibilità di decidere alcunché riguardasse la sorte della collettività ed invece si sbracciano nel tentativo di bruciare Draghi che non vorrebbero a Palazzo Chigi e tantomeno come Presidente al Quirinale. Lo odiano e temono che i furti di Stato si potrebbero diradare.

I pulciari rimuovo il dettaglio che se non ci fosse Draghi non ci sarebbero soldi da tentare di rubare. E in più sottovalutano la figura di merda che stanno facendo arrivando, dopo anni, senza una strategia. Schede bianche? Fate ridere e siete fortunati perché non c’è nessuna seria tradizione militare in questo affaticato Paese. La gente li schifa e chi non ne tenesse conto si potrebbe svegliare con qualche brutta sorpresa.

Oggi i tamburi di guerra al confine tra Ucraina e Bielorussia (di cui vi parliamo da giorni) stanno spaventando alcuni titoli e mettendo le ali ad altri. Solo in Italia la Borsa ha perso un secco 4%. Vediamo domani e soprattutto rimaniamo in ascolto di altri eventuali tonfi. La crisi internazionale (anche gli USA stanno male, a prescindere da Donald Trump) potrebbe fare scopa con la confusione italiota e sommare incertezza a incertezza. Se poi gli stracciaculi di cui sopra pensassero di far fuori Draghi considerandolo uno alla loro portata sarebbe opportuno ricordargli che quel tipo di Super Loggia a cui forse è affiliato Draghi fanno e disfanno i governi nei quattro continenti, da decine di anni. Certamente da quando è in politica Kissinger, dalle morti di Martin Luther King e Robert Kennedy, dalle guerre in Vietnam o operando a sostegno o meno delle dittature nel continente Centro e Sud Americano. O in Europa come forse è accaduto ad un banchiere quale Willem Frederik Duisemberg (BCE) perché il sistema voluto ed organizzato dai banchieri nel mondo è ferreo e non conosce né sentimenti né imprevisti. Pensate che gentarella (così ormai mi appaiono i capoccia che guidano le bande partitiche) come i vostri eroi, possano realmente usare e poi gettare uno dei realizzatori “sul campo” del Grande Progetto Tardocapitalistico Planetario quale è – inequivocabilmente – Super Mario?

Oramai la politica pensante, ridotta come l’hanno ridotta i grandi mascalzoni italiani, non conta un beneamato. La finanza planetaria (e Draghi che avete chiamato a salvarvi appartiene al vertice di tale mondo) viceversa non arretrerà di un metro, anche in Italia, ora che si è presa quasi tutto. Camus sosteneva che gli uomini, dopo i trent’anni, sono responsabili della loro faccia. A voi sembra che la faccia di Mario Draghi sia quella di uno che Salvini/Meloni/Letta/Conte/Tajani faranno fesso? Mario Draghi è un intoccabile e non è opportuno pensare di raggirarlo perché potrebbe prendersela a male. Ormai la situazione è quella che non doveva verificarsi. La politica come l’abbiamo conosciuta nel primo e nel secondo dopoguerra è finita. E il Movimento, con il suo tradimento e dissipazione (non un ora di studio serio, non un centesimo della collettività spesa per formazione che non fossero mossette da utilizzare nelle comparsate in tv) è stato uno dei massimi responsabili dello sfascio.

Io ero per un Mattarella che concedeva, grato per gli applausi e per quanto ha avuto dalla Repubblica, un po’ del suo tempo ulteriore lasciando Draghi a Palazzo Chigi a garantirci quei soldi che dei banchieri (soldi di re, regine, riccastri vari e mafiosi abili nel riciclo) ci stavano per prestare. Manovrare per Draghi oggi al Quirinale è un azzardo perché lascia spazio a qualunque tradimento facendo spazio a Palazzo Chigi a qualunque inadeguatezza. Compreso un doveroso rimpasto. Il quadro generale internazionale si appesantisce (come si vedrà a ore ) e avrei evitato di aggiungere caos a caos. Comunque stiamo a guardare.

Oreste Grani/Leo Rugens