Alessandra Ermellino è stata tra quelli che hanno innnescato l’effetto valanga

Con la rielezione di Sergio Mattarella quale nostro presidente della Repubblica e capo delle Forze Armate, gli “scolaretti litigiosi” sono stati opportunamente redarguiti e puniti. Dietro alla lavagna alcuni, espulsi dall’aula altri. Spero “da tutte le scuole del Regno”, altri ancora. Quelli che da troppi giornalisti proni (e spesso complici) venivano impropriamente definiti leaders, hanno mostrato – ancora una volta – limiti etici e vizi mentali. Qualcuno infatti è sembrato addirittura fuori di senno. Solo alcuni esperti dirigenti politici (pochi, veramente pochi), e tra questi Bruno Tabacci, hanno fatto la scelta di operare per consolidare, almeno per l’anno a venire (così ci si augura), alla guida della Repubblica, il binomio MattarellaDraghi

Scrivo Bruno Tabacci perché, mentre altri andavano, vispe Terese, dietro a svolazzanti farfalle/candidature, da subito, esperto politico, ha tenuto la barra (contando su pochi parlamentari orbitanti intorno a quello che per semplicità viene definito il Gruppo Misto e in particolare il Centro Democratico) perché si navigasse verso il porto sicuro rappresentato dal Presidente Mattarella. E di Mario Draghi per continuare, da Palazzo Chigi, a guidare il Governo e vigilare sui finanziamenti in arrivo. Lascio questo primo scampolo di racconto su “come è andata” intanto perché chi sa di me sa che amo, nella mia marginalità e ininfluenza, contribuire, anch’io dal basso (bello stare “in basso” quando all’alto “gira la capa”), a testimoniare/ricostruire, la sequenza degli avvenimenti. Quelli a volte minori o viceversa, come in questo caso, determinanti per la sorte della nostra già tanto affaticata comunità nazionale ed  europea. Se si ha piacere di servire, anche solo informandosi, l’amica Verità (forte e sinergico in queste ore il richiamo di Papa Francesco sulla delicatezza del trattamento delle notizie e delle fakenews) basta andare a guardare le date dei comunicati, emessi sempre prima delle votazioni, in cui uno dei parlamentari che si è capito essersi coordinato con l’azione di Tabacci, ha lanciato l’appello a che si scegliesse, come soluzione taumaturgica, Sergio Mattarella.

Parlo di Alessandra Ermellino da Crispiano che da quando è iniziata la sarabanda per l’elezione del “nuovo” presidente ha sempre indicato, con trasparenza e coraggio civico, quale sarebbe stato il suo voto: Mattarella. E così una “Ermellino” l’ultimo esemplare di quella specie di mammiferi che proprio nel 2018 (l’anno della sua elezione al Parlamento) è stato denominato animale dell’anno, è stata, alla luce del sole, prima tra i 16, e poi, votazione dopo votazione, una delle vere artefici, “dal basso“, di questa scelta oculata e salvifica per la Repubblica. Scelta che passerà alla storia come un vero e proprio “effetto valanga” con cui un pugno di donne e uomini intelligenti hanno cambiato (e si vedrà perché nulla sarà come prima dopo questa coraggiosa e risoluta “rivolta” di centinaia e centinaia di parlamentari che, in troppi e per troppo tempo, hanno voluto offendere chiamandoli “peones” o interessati a non far finire la legislatura) perfino il letto del fiume. Come, lo ripeto, si vedrà.  

Brava e coraggiosa pertanto questa giovane donna pugliese, raffinata filologa, madre di famiglia, alla sua prima esperienza parlamentare, appassionata e ormai competente membro della Commissione Esteri che, misurando le parole, ha prima liquidato la farneticazione intorno al nome di Silvio Berlusconi e poi, quando sembrava essere sola, ha fatto la scelta, mi ripeto, alla luce del sole, per Sergio Mattarella
E come mi insegnate “prima è prima e dopo è dopo“. E Alessandra Ermellino ha fatto la sua scelta “prima” del verificarsi  della valanga. Grazie onorevole. 
Oreste Grani/Leo Rugens