La vendetta di Meng Wanhzou

Nel dicembre del 2018, fu arrestata in Canada la signora Meng Wanhzou, detta Lady Huawei, basta il nome a descriverne il potere. Dopo tre anni di umiliante detenzione viene rilasciata alla fine del 2021.

Oggi, conseguenza della guerra batteriologica scatenata dal virus proveniente da Wuhan, assistiamo alla riedizione dello sciopero dei camionisti che misero in ginocchio Allende in Cile e che hanno costretto il baldo giovane e bel presidente Trudeau a nascondersi. Sembra di rivivere l’incubo dell’assalto al Congresso lanciato da Trump, uno che a Xi aveva chiesto di comprare grano per farsi rieleggere.

Mentre ridiamo scherziamo o ci preoccupiamo della farsa italiana il principale paese produttore al mondo di grano, il Canada, è sotto attacco di una marea di camionisti incazzati mossi dalla protesta contro l’obbligo di vaccino.

Quale orchestra ha messo in moto tutto questo?

Si parla tanto di fake news, addirittura è stata chiamata a esprimersi in merito la prof. Ilaria Capua (che fine ha fatto il di lei consorte?), ma non si discute il cuore del problema, almeno non arriva alle mie orecchie se non attraverso la tesi di un giovane che si domanda quale sia e come si componga lo spazio politico dell’infosfera.

Non ho voglia di fare polemiche ma osservare che la piazza o le strade occupate dai camionisti denunciano l’abilità di menti raffinatissime che hanno deciso di regolare i conti alla vecchia maniera, destabilizzando l’avversario e non digitalmente.

Nella guerra senza limiti vale tutto.

Alberto Massari