L’attacco a Belgorod-Russia: Molti dubbi e pochissime certezze

A still image taken from video footage shows members of the Russian Emergencies Ministry extinguishing a fire at a fuel depot in the city of Belgorod, Russia April 1, 2022. Russian Emergencies Ministry/Handout via REUTERS

Da decenni quello portato contro il deposito di munizioni/carburante di Belgorod è il primo attacco militare sul territorio russo. Se si escludono infatti attentati (molti e anche a Mosca) mai era accaduto dalla seconda guerra mondiale. L’esercito ucraino in queste ore ha dimostrato la vulnerabilità della Russia, almeno nelle aree limitrofe ai suoi confini. Kiev, e questo è un dettaglio importante, non conferma e non smentisce l’attacco. Alla israeliana.

Episodio importante se si valuta la situazione complessiva del teatro di guerra. A me sembra più un’azione d’intelligence forse attuata da personale ucraino rafforzato. Da chi si vedrà. Certamente il clima di indeterminatezza intorno agli esecutori dell’operazione, tra l’altro brillantemente riuscita, mi lascia perplesso quasi si volesse dare all’attacco un valore di avvertimento in un momento delicatissimo del negoziato. Perché un’operazione che conforterebbe il morale di truppe e cittadini non viene rivendicata?

E questo mentre arrivano notizie di altre riconquiste di piccoli centri intorno a Kiev. In questo caso è Bucha che risulta “liberata” dagli occupanti russi. Perché non si vuole riscuotere l’effetto rinvigorente di un “cazzotto” di questa portata? Interessante questa dinamica comunicazionale riduttiva. Interessante e ritengo foriera di altro.


Oreste Grani/Leo Rugens