Faccio seguito all’intrigante post del Massari

Di fronte a tale ben di Dio, Massari, prudente, non conoscendo l’alfabeto cirillico, si pone il problema se si tratti di materiale vero, falso, un po’ vero e un po’ falso o, addirittura, “autentico”. A noi, vecchi pensionati, piacerebbe che fosse autentico e per farci una nostra dilettantesca opinione ci stiamo dedicando ad una artigianale traslitterazione.
Comunque, se fosse vero, sarebbe materiale top segret trafugato dagli archivi in teoria (molto molto in teoria) più blindati e impenetrabili del mondo, cioè uscito (scusate il mio pressappochismo ma anch’io come Massari mastico poco la materia) da quello che un tempo era il 1° Direttorato centrale del vecchio mitico KGB.
Comunque materiale vero, falso o autentico che sia, nella nostra marginalità e ininfluenza, ci sembrano informazioni che debbano essere rilevate nel pubblico interesse. E non in uno spirito gossipparo come spesso accade perché cose gravi diventino veniali (così fu nel caso della “versione italiana” dell’Archivio Mitrokhin) ma perchè in molti la smettano di trattare i cittadini come bambini cercando di ingannarli mantenendoli nell’ignoranza e nella mediocrità.
Al lavoro e vediamo in quanti lavoravano per Mosca facendosi pagare rigorosamente in euro o, al massimo, dollari ma mai in rubli.
Oreste Grani/Leo Rugens


DEGLI AGENTI FA CONQUISTA / PEL PIACER DI PORLI IN LISTA

La listaDownload

Se non è un pesce d’aprile, è comunque una lista di 620 nomi attribuiti ad agenti dell’FSB che hanno operato in Europa resa pubblica dal servizio segreto ucraino.

Vera falsa autentica è una lista che qualcuno con pazienza e coscienza ha compilato; si tratti di un clamoroso successo del controspionaggio o un regolamento di conti interno al servizio russo non saprei dire, certo è che la sua esistenza poggia sulla necessità tutta umana di rapportarsi al mondo, infinito e ignoto, e nel farlo di ricorrere al prezioso strumento del linguaggio per tentare di comprenderlo.

Aggiungo alcune pagine di un libro, “Vertigine della lista” di Umberto Eco, pubblicato a trent’anni dall’edizione italiana di “Pensare/Classificare” di Georges Perec cui deve molto, fino al termine “vertigine” (p. 144 “vertigine tassonomica”), il quale a sua volta aveva un debito con Michel Foucault che doveva a Borges un elenco di animali ricavato da una enciclopedia cinese via via fino al catalogo omerico delle navi.

Eco distingue tra lista ed elenco, la prima indicherebbe nell’autore una conoscenza strutturata della realtà, una teoria; il secondo un senso di quasi smarrimento di fronte alla infinitezza del cosmo e alla sua caoticità.

Alberto Massari