Ma per chi lavora questo Marc Innaro?

Sandro Teti – Marc Innaro – Giulietto Chiesa

Quello che vediamo essere avvenuto a Bucha sarebbe quindi l’effetto di un grande set cinematografico? I morti che giacciono riversi lungo le strade sarebbero comparse? I rottami, i crateri, gli edifici distrutti sarebbero effetto di algoritmi e di frattali creativi? Per me è lo schifoso sanguinario ad aver dato l’ordine di consentire mano libera ai soldati in ritirata. Noi, viceversa, dovremmo accettare che il tutto sia frutto di messe in scena di perversi ubriaconi ucraini?
Se penso a tutti quelli che, anche in Italia, per decenni, hanno organizzato la crescita reputazionale di questo assassino, ci sarebbero le condizioni per mettere, anche in Italia, mano alle armi. Sono consapevole che scrivere quello che ho scritto è un reato ma c’è un’enfasi sulle posizioni del povero aggressore che a nome del mio risicato contributo con il Canone Rai non posso in alcun modo continuare ad accettare. C’è, ad esempio, un corrispondente (in realtà è ben altro a saper leggere le fonti RAI) da Mosca, tale Marc Innaro, che dire sia putiniano è una ultra semplificazione.
Questo vecchio frequentatore degli ambienti informati moscoviti (devo aspettare che un giorno il Mitrokhin di turno mi faccia scoprire che Innaro era schedato sotto il nome di copertura Pinco Pallo per convincermi che si trattava di un furbacchione ben acquartierato a Mosca, sin dal fatidico 1994, anno di ascesa berlusconiana?), anche in presenza di immagini che hanno indignato il mondo intero, fa il cacadubbi per continuare a confondere l’opinione pubblica su chi è l’aggressore e chi l’aggredito. E lo fa con costi per la RAI (e quindi anche per me) macroscopici.

Lo fa da Mosca dove è tornato dopo essere andato in giro a tessere rapporti in sedi delicatissime per la geografia/geopolitica del Pianeta. Se questo Innaro pensa di essere pagato anche da me per puntellare la reputazione dell’assassino Putin, si prepari a querelarmi perché è mia intenzione guardare con la doverosa attenzione i suoi passati soggiorni e cosa, da quei teatri, è arrivato a dire. Forse anche disinformando. Disinformando perché è un ciuccio presuntuoso o viceversa perché ha appreso l’arte del trattare le informazioni a che nelle menti degli ascoltatori i buoni divenissero cattivi e viceversa? Questo si vedrà. Intanto mi vado a guardare da quanti anni questo putiniano di ferro dice cose di cattivo gusto.
Oreste Grani/Leo Rugens indignato per quello che ha dovuto ascoltare su un canale RAI

P.S.
E’ necessario organizzare il terrore in segreto, e con urgenza.
Così Lenin quando dava disposizioni ai “cekisti”. Lenin a Mosca, e non Thomas Woodrow Wilson, a Washington, USA.
P.S. al P.S.
Putin, se l’informato Marc Innaro non lo sapesse, è riconducibile ad ambienti cekisti.
Una mezzatacca ma sempre un assassino cekista. Biden, al massimo, è un cattolico benpensante.