Putin il macellaio comandante di soldati stupratori senza onore


 Agli amici israeliani era sembrato eccessivo il voler paragonare l’orrore nazista a quanto Zelens’kyj denunciava essere avvenuto, o stesse per avvenire, nella sua Ucraina ad opera dei soldati russi.
Certo che la persecuzione del popolo ebraico rimarrà un dramma unico, per dimensione e spietatezza, ma ritengo, e oggi ci tengo a tornare sull’argomento, che i putiniani abbiano attuato crimini contro l’umanità  la cui portata andrà investigata e punita con assoluta severità. A Bucha e non solo, sono certamente stati colpiti valori fondamentali della comunità umana, almeno così come dobbiamo aspirare essa sia. 
Davo dell’assassino a Putin molto prima che il mondo lo scoprisse in questa veste. Ribadisco oggi, nella mia marginalità e ininfluenza, che Putin (e chi lo benedice condividendone le scelte e gli ordini) è l’emulo dei polpottisti che, come ho ricordato proprio ieri, pochi anni addietro facevano scempio dei loro simili in Cambogia.

Putin, l’assassino e macellaio, è il degno erede dei cekisti, dei leninisti, degli stalinisti sanguinari che lo hanno preceduto in Russia, per decenni.

Putin, dando ordini (o pensate che per ora non comanda lui?) è il massimo responsabile dei crimini che violano i principi basilari su cui nel dopoguerra erano sorte le Nazioni Unite.

La Russia di Putin si è posta da sé fuori dall’ONU, determinando le stragi in Ucraina. E questo suo agire feroce non deve essere tollerato o peggio dimenticato dai paesi maggiormente evoluti (così si considerano) che devono comunque, non rimanendo indifferenti agli accadimenti, avviare tutte le procedure perché un giorno sia fatta giustizia. Possiamo sostenere che non ci siano leggi che vietano quanto hanno fatto e continuano a fare le truppe fedeli a Putin? Possiamo sostenere che Putin non avesse chiaro cosa è lecito fare e cosa non anche in una scellerata guerra? Putin sa bene che a prescindere dalle forme evolute dei tribunali recentemente istituiti per perseguire i crimini di guerra (la Joint Criminal Enterprise), fin dai tempi di Norimberga e del Tribunale Militare di Tokyo, esistono negli ordinamenti giuridici dei singoli stati norme sufficienti per individuare e punire tutti coloro che hanno concorso nel medesimo reato indipendentemente dai ruoli in concreto assunto tanto che è possibile condannare alla medesima pena perfino quelli che non abbiano partecipato materialmente all’esecuzione del crimine ma si siano limitati a programmarlo e a dare disposizioni perché avvenisse. In particolare mi sembra di ricordare che questa estensione della responsabilità si applica ai casi di violenza sessuale. Violenza sessuale che va ribadito viene punita perché lo stupratore “in divisa” non colpisce solo “nel corpo” la donna ma la sua dignità. È questo aspetto che fa inserire  lo strupro tra i crimini contro l’umanità. Se dei soldati stuprano, i loro comandanti sono altrettanto (se non di più) colpevoli. Figurarsi il comandante dei comandanti cioè in questo caso, Vladimir Putin, il macho donatore di letti al corruttore di minorenni Silvio Berlusconi.

Senza giuste condanne di quanto accaduto, soprattutto a danno delle donne, dei bambini, dei vecchi, non ci sarà pace tra i due popoli. Senza giuste e severissime condanne non si inietteranno antidoti  per cercare di evitare future atrocità. Punire Putin e la sua banda di macellai e stupratori e il possibile (certo non solo questo sarà sufficiente) vaccino (non c’è solo il COVID 19 e le sue mutazioni) contro la formazione di ulteriori regimi autoritari o di pensiero politico che possa sfociare in aggregazioni organizzative finalizzate a schiacciare la dignità e le libertà fondamentali delle persone, a cominciare dalle donne e dai piccolini.
Come abbiamo visto fare dai carri armati russi venuti per schiacciare i cittadini disarmati nelle loro automobiline indifese. Umani ridotti a carne Simmenthal?

Sogno che un giorno Vladimir Putin, il macellaio, venga processato e punito per aver ordinato l’invasione dell’Ucraina e di conseguenza per aver fatto stuprare donne e ucciso vecchi e bimbetti più che innocenti.

Oreste Grani/Leo Rugens