I “piccoli esagitati anfetaminici e squilibrati” secondo Bifo

CIO’ CHE SFUGGE AL MERLO
(lettera aperta a Francesco Merlo)
Merlo, mi è capitato di leggerti un paio di giorni fa.
Non lo faccio spesso, perché ho smesso di comprare il giornale
sul quale scrivi quando iniziò a pubblicare un supplemento
finanziato dal Cremlino per il tramite di Russia Beyond the headlines.
Ieri, rientrando da Barcellona un amico mi ha suggerito di leggere l’articolo in cui indichi al pubblico linciaggio i nemici della patria.
L’ho letto e mi sono un po’ rammaricato per non essere stato inserito nella lista. Non pretendo che il mio nome, noto soltanto a minuscole conventicole di stravaganti, possa venirti alla penna, ma sarei stato lusingato di apparire nella lista dei nemici della patria, un titolo cui non intendo per nessuna ragione rinunciare.
Comunque non ti scrivo perché tu aggiunga il mio nome ad altri ben più altisonanti.
Ti scrivo per dirti che mi fate orrore. Tu e i tuoi colleghi predicatori di odio mi fate orrore.
Voi, quelli che da venti anni cercano di restaurare l’onore offeso della patria occidentale massacrando di qua e di là, dall’Afghanistan all’Iraq, alla Libia alla Siria allo Yemen.
All’Ucraina. Sì, Merlo perché i morti che giacciono sulle strade ucraine, e quei bambini uccisi dalle belve naziste del tuo finanziatore tra (2010 e 2015,) ce li avete sulla coscienza non meno di Putin, di Lavrov, e della maggioranza (bianca cristiana e nazista) del popolo russo.
Voi, che mandate armi (non importa se un po’ arrugginite) perché qualcuno ancora si faccia ammazzare per i vostri valori.
I Valooori.
Ah.. i valori da difendere: la democrazia che conobbero i greci nell’estate del 2015, la libertà di espressione che conosce Assange nel carcere di Belmarsch, e alcuni altri valori che al momento non ricordo.
Voi siete quelli che nel 2001 urlaste eccitati Siamo tutti americani, e incitaste alla guerra contro i nemici della cristianità combattente. Dichiaraste allora la guerra infinita, ma poi ve ne siete dimenticati. Sicché non ho visto molto sui vostri giornali di come quella guerra è finita, e di come si vive oggi nell’Afghanistan da voi liberato.
Credo che tu e quelli come te prendiate l’anfetamina quando ve lo comandano, così vi eccitate in quella maniera un po’ sconcia finché i bombardieri non sono partiti.
Poi vi passa. Vi basta qualche centinaio di migliaia di morti, come in Iraq grazie alle sanzioni degli anni ’90.
Il problema è che questa volta la vostra eccitazione di patrioti rischia di alzare di molto l’asticella dell’ecatombe.
Forse non ci hai pensato, Merlo, e come non capirti con tutta quell’anfetamina nei neuroni: l’uomo che piaceva tanto a George Bush che lo aveva guardato negli occhi, ma anche a Silvio Berlusconi e a Marine Le Pen, ma anche alla proprietà di Repubblica tra il 2010 e il 2015, l’uomo che scatenò una violenza spaventosa contro Grozny e la popolazione cecena quando si poteva far finta di niente perché stava combattendo la comune guerra contro il terrorismo islamista, quell’uomo, caro Merlo, non si lascerà sconfiggere senza avere usato gli strumenti estremi che il (vostro) militarismo ha creato.
Questa guerra contro una potenza nazista nata dal nazionalismo, dall’accerchiamento e dalla rapina neo-liberista di Chubais è stata caldeggiata da un nazismo che è nato dal panico del declino e dal fanatismo della crescita economica (un’accoppiata tremendamente psicopatogena).
E’ una guerra che si combatte all’interno della razza bianca declinante, una guerra del suprematismo russo contro il suprematismo euro-americano.
Gli altri, i colonizzati di ieri, gli umiliati di sempre, i non bianchi, ci stanno a guardare con un misto di compatimento e di paura, perché sanno che Hitler (tutti i tanti Hitler proliferati come funghi) si sono dotati della bomba H.
H versus H.
Nonostante l’unanime gazzarra bellicista dei media nazionali (con poche eccezioni) alcuni sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani non vi segue, stavolta. Sarà che non hanno intenzione di rinunciare al riscaldamento per fare la guerra? sarà che non si sono bevuti la versione atlantista e il cervello?
Non so perché, ma la maggioranza vi guarda come si guardano dei pericolosi squilibrati.
Smetti di fare lo sciocco, Merlo. Queste sono cose più grandi di te, più grandi di voi piccoletti esagitati. Franco Berardi detto Bifo su Facebook

Conosco appena la complessità di Berardi che deduco da racconti e dalla produzione letteraria pubblicata anche dal prestigioso MIT.

Rabbia e frustrazione si leggono nell’inverno a ma anche la denuncia precisa di quanti hanno favorito la resistibile ascesa del boia di tanti ceceni georgiani oggi ucraini.

Sia un Bush sia (minore per importanza) un De Benedetti, in troppi hanno pensato di cavalcare la tigre siberiana ed ecco il risultato.

Aggiungo solo che da Peskov al presidente di Rusal si cominciano a sentire o vedere crepe nel Cremlino.

Già che ci sono farò anche una previsione: Putin un giorno non sarà più, le mafie che l’hanno sostenuto gli sopravviveranno, resistenti come gli scarafaggi (senza offesa alle bestiole) anche alle bombe atomiche.

Alberto Massari