La fame come arma di distruzione di massa?

In molti sono arrivati a capire che l’effetto domino della carenza di materie prime agroalimentari e altre complicanze attinenti quel mercato, compreso spregiudicate speculazioni, stanno per innescare dolorose situazioni di violente insorgenze in paesi, che già non si poteva proprio definire, stabili.

Si mette male per il Pianeta e malissimo per il nostro Mediterraneo. Per fortuna per l’Italietta essendo passati dalla padella …alla riposante/rassicurante “brace” di Stefania Craxi.

Gli alleati della NATO, a cominciare dai tormentati USA e la sempre a rischio Israele, possono stare tranquilli. La senatrice infatti è notoriamente nostalgica delle atmosfere tipo “sequestro della Achille Lauro“, eliminazione dell’ebreo Klinghoffer, o quanto successivamente si dice che sia accaduto a “Sigonella“. Esagerazioni  comprese. Comunque sentivamo la mancanza di un’altra viscerale antiamericana. Perché di questo si tratta. Ma chi sono io per giudicare una statista quale la figlia di Craxi? Chi è mai Orestino Granetto che da alcuni anni si interessa sostanzialmente di capire cosa sarebbe accaduto nel mercato dei cereali se si fossero create situazioni di tensione tipo quelle scatenate dal vostro amicone Putin?

Perché, sentite a me, la guerra terribile che dovremo saper capire e affrontare è quella attinente a chi potrà mangiare da uomo libero e chi, per mangiare, dovrà sottomettersi.

Stiamo parlando del diritto all’alimentazione. E mentre cominciamo a dover scrivere di nuove ondate di “fame nel mondo” non si può certo dire che in assoluto il cibo scarseggi. Ma produrre alimenti non basta. Bisogna anche che tutti i gruppi umani siano in grado di acquistarli e consumarli. E qui si apre una voragine dove i numeri di quelli che soffrono di malnutrizione cronica nessuno sa esattamente quanti siano. Certamente centinaia di milioni di persone. E questo perché la fame è diventata un’arma politica. Anzi, come vedrete, l’arma di distruzione di massa per eccellenza.

Sul tema agroalimentare ho la coscienza a posto, come alcuni di voi sanno.

Comunque tornerò sul tema scabroso di quanto non si è fatto pur in previsione di tempi prevedibili.

Oreste Grani/Leo Rugens