L’impulso a duplicare e un tentativo scaramantico

In uno slancio di pietà religiosa che non aveva precedenti, imperatrice giapponese Koken-Shotoku ordinò che venissero scritti un milione di incantesimi, ognuno su un solo foglio contenente venticinque righe di testo a stampa, e ognuno di questi incantesimi fosse introdotto in una minuscola pagoda di legno. Scrivo di un fatto realmente accaduto. Nel 770 l’impresa fu portata a termine e il milione di pagodine fu distribuito fra diversi templi. La maggior parte delle pagode in miniatura erano di tre piani, alte circa 11 centimetri e con un diametro alla base di circa 7 centimetri e mezzo; una su diecimila era però di sette piani e una su centomila era di tredici piani. Gli incantesimi in esse riposte sono i più antichi esempi di stampa su carta con matrici di rame. A quanto pare, tuttavia, una tale mole di incantesimi non risultarono efficaci come farmaci perché l’imperatrice morì, probabilmente di vaiolo, proprio nell’anno in cui l’impresa veniva portata a termine. Meditate gente, meditate.

Oreste Grani/Leo Rugens