“La sicurezza è la nostra priorità”, sentenzia l’aspirante lady di ferro Giorgia Meloni

La sicurezza? Di quale minestra riscaldata si tratti (schierare la flotta per un blocco navale per impedire alle migliaia di disperati di arrivare – perfino a nuoto – sulle nostre coste, dopo essere fuggiti da carestie, dittature, guerre interminabili) vi lascio decidere da soli stimandovi capaci di capire a cosa sono pronti alcuni/tutti i candidati durante la campagna elettorale appena iniziata. A cominciare da Giorgia Meloni.
Sicurezza piuttosto che ipotizzare il blocco navale (non si ha idea di quanto sia costoso “accendere i motori” delle navi da guerra) per me sarebbe prioritario porsi la domanda su quanti siano le donne e gli uomini “in divisa” che negli ultimi anni sono stati spinti, per bisogni improcrastinabili, a cedere, a non si sa bene chi (banche, finanziarie, altri), il 5° della propria retribuzione. Temo che in pochi sappiate quale sia la reale portata di tale “mercato”. Ritengo che per corpo di appartenenza (Carabinieri, Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria, Polizia di Stato) si possa stimare più di 514.881 chi porta le stellette e che gli indebitati di questa realtà complessa e delicatissima per la sicurezza della Repubblica siano almeno 360.000 di cui 154.000 con un prestito in corso e 206.000 (così era pochi anni addietro ma sto aggiornando i numeri) con 2 prestiti.


Chi sta pensando a queste famiglie e a come possano essere oggi esposte ai danni che la crescita violentissima dell’inflazione (altro che l’ipocrita 2%!) determinerà su equilibri già precari. Le retribuzioni erano già basse e falcidiate da prelievi di rate medie di 270/280 euro potrebbero rendere durissima la vita delle nostre forze dell’ordine e armate. Perché l’inflazione vera, in crescita, è del 15-18%. Vedete voi su stipendi da 1.500 euro e indennità variabili che raramente arrivano a 300 euro al mese. Mettere al sicuro il personale così esposto, anche alle lusinghe di male intenzionati corruttori, è parlare di sicurezza più che farneticare di costosissimi e velleitari blocchi navali.
Il vostro Leo Rugens appena avrà i nuovi dati (pare che in quattro anni la stima dell’indebitamento complessivo sia passata da Euro 8.966.583.712  a oltre 13 miliardi!!!) li renderà pubblici e lascerà detto cosa pensa su queste mine vaganti e su chi si è arricchito intermediando queste cessioni.

Dormite sonni tranquilli che le Forze dell’Ordine vegliano. Anche le Forze Armate alle frontiere sono motivate. Tutto va bene e basterà distribuire brioche al popolo. Finché non vi verrà a tagliare la testa.
Blocco navale? Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò che di miseria e nobiltà se ne intendeva.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.
Con tempestività (grazie a chi si sta attivando) mi pervengono i dati aggiornati sui corpi di appartenenza e sugli attuali livelli di indebitamento.
Per Dio, se questi numeri li ho io, come possono quelli che guidano la Repubblica dormire tra due guanciali indifferenti a tante e tali drammatiche situazioni?
Perché, sentite a me, i troppi suicidi tra il personale in forza non credo possano essere disgiunti anche da situazioni originate dai debiti.

P.S. al P.S.

Possibile che nessuno sappia che al primo posto in fasi storiche tanto turbolente ci deve essere il benessere degli uomini e delle donne in armi? Mi sembrate, oltre ciò che siete, anche dei veri “cretini”. E tra poco dirò TUTTI.