La speranza non si chiama Giorgia

Quando lascio scritto che ho visto tanto, provate a credermi.
Ad esempio, ho conosciuto, quando era ragazzo ed era “pacciardiano”, Gianfranco De Turris.
Ho sempre pensato che le varie Giorgia Meloni siano state anche influenzate (e forse perfino formate) da cose che i De Turris, a destra, sapevano scrivere.Quando ho scritto il post ALLA FINE ANCHE QUESTA VOLTA LE DONNE NON NON NON CE LA FARANNO pensavo a come una donna cresciuta, anche leggendo De Turris (così penso sia accaduto), possa tollerare un vecchio schifoso come Silvio Berlusconi. Nessuna finalità di potere politico può far rimuovere chi sia il grande porco e come abbia usato le donne. Da sempre. Se la Destra cerca l’affidabilità deve saper fare a meno di Berlusconi e del suo sistema di valori.
Che non sono quelli della destra. Basterebbe pensare a come Berlusconi ha trattato le famiglie, le mogli, le amanti, considerando tutti strane associazioni in cui alla fine coniugare, con l’aiuto dei tribunali e dei soldi fatti impoverendo gli altri, interessi essenzialmente egoistici.
Certamente individualistici.

Diotima

Se uno ricordasse Cicerone (ma Cicerone è di destra o di sinistra?) dovrebbe fare i conti con la famiglia Principium Urbis et quasi seminarium reipublicae. Che sarebbe nella mia scarsissima residua capacità di tradurre dal latino “Cellula fondamentale della comunità e vivaio dello Stato“. Come si possa ragionare (ed essere credibili) di famiglia accettando voti da un gaglioffo come Berlusconi è la parte più inquietante di una eventuale vittoria della Destra. A Destra, se ricordo qualcosa, si dovrebbe coltivare almeno la tradizione. Ma le famiglie e l’uso del corpo delle donne che ha fatto Berlusconi non hanno nulla di riconducibile alla tradizione definibile di Destra.
A Destra (ma chi sono io per provare ad evocare argomenti tanto impegnativi?) sapevo che si scambiavano frasi e laconici pensieri sul Principio supremo, sull’Unione mistica, sulla Monade o sulla Dualità, sulla Grande Madre, sugli Eoni, sulle modalità con cui si emanarono le Idee, sull’Amor divino (impegnativo), sui Sette firmamenti e della natura del Cosmo, sulle leggi del mondo sensibile e perfino degli spiriti. Non di come il capo degli italiani fosse o meno schiavo del culo di Ruby, la Nipote del Faraone Mubarak.

Teano e Pitagora

A Destra più che delle pompe, più o meno efficaci, sapevo che si arrivava a ragionare sulla forza spirituale dell’uomo (e della donna), perfino sulla schiavitù e liberazione delle anime, sul potere purificatore delle potenze angeliche, sulle virtù morali, perfino sull’arte della Teurgia e della Pietà. Nei postriboli si smarchettava (e ritengo che anche gli uomini di destra li frequentassero) ma non si aspirava a trasformare le abili prostitute in sagge ministre o pontefici. Nella Destra gli approcci culturali a cui ho fatto superficiale riferimento devono essere stati del tutto cassati se oggi qualcuno di destra non sente orrore per Forza Italia e il suo padrone.


A Destra, quando Gianfranco de Turris scriveva di fantascienza (e di altro), c’erano donne e uomini che arrivavano a ragionare di Teano, moglie di Pitagora. Non di bunga bunga prezzolati. E alcuni sapevano andare oltre Teano arrivando a sapere di Diotima, la suggeritrice di Platone. Pochi addirittura ricordavano il nome di Asclepigenia, figlia di Plutarco, direttrice della scuola “segreta” di spiritualismo greco – orientale, arrivando lei a chiosare/commentare/fare lezione basandosi sul libro degli Oracoli Caldei. Sento il dovere di fermarmi su questa soglia o consumo tutto ciò che sento di dovere ancora lasciare scritto sul mondo femminile e il filo che unisce queste donne “rimosse” prima alla martire Ipazia e poi alla speranza futura. Che non si può incarnare in Giorgia.

Oreste Grani/Leo Rugens