Leo Rugens – dopo mezzo secolo di inutili tentativi – si astiene

Sto per votare per il partito che, senza ombra di dubbio, vincerà le elezioni di domani: il partito degli italiani che hanno deciso di astenersi. O, al massimo, di annullare la scheda. O, in alcuni casi, ingenuamente di consegnarla “in bianco” al presidente del seggio.
Noi che ci asterremo saremo di più di quelli che voteranno per Fratelli d’Italia, Partito Democratico, M5S, Lega, Azione, Forza Italia e via discorrendo. Forse questi teppisti della politica, sommandosi, ci batteranno ma presi singolarmente o come coalizione che pretenderà di governare, saremo avanti di alcuni punti percentuali e numeri assoluti di cittadini aventi diritto. 
I giornalisti, in netta maggioranza espressione del sistema partitocratico, tenderanno a rimuovere il dato che ho appena previsto e che centrerò senza troppa difficoltà. 
Vediamo ad esempio di quanto battiamo i trionfatori di Giorgia Meloni. Direi di almeno 10 punti. Direte che ci stiamo chiamando fuori. Direi semplicemente che stiamo passando la mano. Il piatto infatti non è quello determinante. E poi domani piove. Piove molto su gente che ancora non è di governo ma che senza ombra di dubbio si può chiamare ladra. Per ora ladra di verità. Tra pochi mesi anche ladra di denaro pubblico. Come al solito.
Ci sentiamo dopo gli scrutini. 
Buona domenica da astenuti.

Oreste Grani/Leo Rugens