A come Agricoltura

Come sapete (e se non lo sapete ve lo ricordo io) da alcuni anni mi interesso del mondo complesso del riso, della sua trasformazione e della sua movimentazione. E degli scenari che tale attività delinea. Alcuni di natura prettamente culturale (l’agro alimentare è cultura per definizione tenendo soprattutto conto dell’etimologia delle parole “cultura” e “coltivazione” che nei millenni si intrecciano, rendendo difficile ogni distinguo), altri economico-affaristici se non in alcuni casi di dinamiche lecito-illecito che sono caratteristiche di ogni settore dove le cifre sono rilevantissime.

Come vedrete i politici leghisti (tanto per fare un esempio facile-facile), nei prossimi giorni, la vera battaglia per le poltrone di potere la faranno (oltre che per l’ovvio Ministero dell’Interno) per quello di ministro dell’agricoltura.
Il braccio di ferro il duo Salvini e Centinaio lo faranno per i fondi cospicui che si delineano nel settore agroalimentare.
Occhi aperti quindi per chiunque sia già coinvolto nel ramo e per chi sinceramente amasse il futuro della comunità nazionale e internazionale. Anche di quelle che si delineano intorno all’agricoltura che per semplicità mi piace definire 4.0! Cioè qualcosa che strategicamente pesa come il settore energetico o perfino di quello della guerra. Occhio quindi certamente alle bollette ma non vi distraete sulla salute, le infrastrutture, la cyber e, soprattutto, di quanto attiene A come Agricoltura.

Oreste Grani/Leo Rugens