Possiamo avere accesso ai suoi c/c? Faccio tanto per dire

“Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come”. Non mi dispiace questa riflessione. Non vuol dire però che un vecchio un po’ stronzo come Leo Rugens non si chieda perché tanta saggezza si abbini, nel web, ad affermazioni intossicanti le menti dei semplici cittadini. Direi infatti che affermare “… così Washington ha pensato bene di sabotare gli impianti (i gasdotti ndr L.R.) facendo esplodere nelle sue vicinanze mine di profondità…” e “…la rottura delle catene di approvvigionamento innescate dalle campagne COVID (ci vuole la faccia come il culo a fare una tale affermazione ndr L.R.) e poi esplose con il conflitto aperto dagli USA in Ucraina (idem cum patatem ndr L.R.)…” Minchia e chi è questo saputone che sa tutto di materie oscure quali mine di profondità e pandemie ancora in essere? E soprattutto chi cazzo è uno che semplicisticamente (Il simplicissimus !!!) dichiara che la Russia è innocente e gli USA sono colpevoli di tutto senza lasciare in rete il proprio IBAN a prova di verifica?

Oreste Grani/Leo Rugens

E a proposito di rete, sperando di non confondere fischi per fiaschi e agenti sabotatori per intellettuali in crisi d’astinenza.


simplicissimus e la FAZ: che cosa bolle nella pentola di internet – 72

Postato il 5 febbraio 2016 di bortocal15

non ho quasi finito di scrivere ieri sull’articolo di Walter Quattrociocchi sulle Scienze, che parla dei pericoli nel web, che ritrovo oggi una critica dello stesso articolo anche in un altro blog di wordpress, quello del simplicissimus.

ma la sua tesi e` radicalmente opposta alla mia.

mi sarebbe piaciuto discuterne; ma conosco questo blog e mi risulta abbastanza chiuso alla discussione: rientra nella categoria di chi scrive per avere una bacheca; e non vai ad affiggere critiche o dubbi sulle bachehche altrui.

il post del simplicissimus, intitolato Le bufale del Web e le bufale sul Web è del resto una antologia da manuale delle tecniche di discussione scorrette.

1. svalutazione pregiudiziale dell’autore:

“L’articolo è firmato da tale Walter Quattrociocchi, un parmigiano emigrato negli Usa che ricerca presso la Northwestern University di Boston il quale pare ossessionato da questo tema su cui ritorna a cadenze regolari e che pare il suo solo interesse, nonostante ufficialmente sia un esperto in computer science”.

2. dietrologia non documentata:

l’autore e` identificato come portavoce del World Economic Forum, a sua volta portatore esplicito di un’ideologia e voce confidenziale del potere economico globale, che viene in effetti citato una volta molto rapidamente nell’articolo.

Beccata con le mani nella marmellata del retropensiero: ilsimplicissimus fa della greve ironia sulle conclusioni della precedente e analoga ricerca del 2014, affidata dal Forum di Davos a tale Farida Vis dell’Università di Sheffiel – svalutato anche lui a priori -, che dicevano: “tra i dieci pericoli maggiori del nostro tempo c’è la diffusione di false notizie, capaci di disorientare il dibattito politico dai temi reali, la Borsa e i mercati dall’economia concreta”.

3. deformazione delle tesi dell’autore:

un articolo in cui per l’ennesima volta si attacca il web come diffusore “di tesi complottiste e pseudoscientifiche, definita dal World Economic Forum uno dei rischi principali per la società”.

cosi` scrive il simplicissimus, ma chiunque puo` leggere l’articolo di Quattrociocchi e verificare che non c’e` nessun attacco globale al web, che sarebbe una tesi cosi` idiota da rendere difficilmente credibile che qualcuno possa anche soltanto provare a presentarla su una rivista scientifica.

4. ricorso a stereotipi:

ah, il famoso pensiero unico, che torna buono in tutte le salse e per tutti gli argomenti.

anche se a me pare che un buon esempio di pensiero unico sia proprio quello del simplicissimus!

in sostanza, secondo ilsimplicissimus,  il World Economic Forum annualmente finanzia ricerche in questo senso, ovvero paga delle persone perché “dimostrino” come i complottisti variamente intesi siano in sostanza dei malati di mente (perché è questa la sostanza se la sanità è essere impregnati di pensiero unico), avvertendo tutti del disastro che incombe su di noi, visto che questi pazzi hanno un’audience pari a quella delle notizie e delle idee ufficiali.

e qui l’autore non ha neppure letto bene l’articolo, che dimostra, sulla base di analisi documentate, come le notizie palesemente false e farneticanti abbiano nei social media una circolazione SUPERIORE a quella delle notizie scientificamente fondate; e non uguale, come dice lui.

del resto non occorreva attendere i social media per vedere la diffusione di forme di pensiero pseudo-scientifico, da decenni alimentate da specifiche trasmissioni televisive che fanno audience, o il dilagare di forme di propaganda stupide e viscerali da parte del nostro ceto politico.

insomma, la tesi centrale di questo sconnesso attacco del simplicissimus ad una seria riflessione sui limiti e sui pericoli di internet, e` presto detta:

Naturalmente si tratta di campagne talmente scoperte a favore della validità di ogni e qualsiasi verità ufficiale che alla fine riescono, se possibile, a dare un credito psicologico anche alle idee più pazzesche e infondate, che almeno costituiscono una boccata d’aria nel carcere della verità di fede.

troppo difficile entrare nel merito, no?

meglio rispondere con un’altra analisi complottista e farneticante, giusto per dimostrare ulteriormente che Quattrociocchi qualche ragione ce l’ha.

e che ilsimplicissimus difende lo schieramento dei seminatori di bubbole, perche` se ne sente giustamente parte.

e come punizione ben meritata gli toccano adesso i commenti entusiasti degli osservatori delle scie chimiche e simili…

e naturalmente e` proprio per non espormi all’inutile fastidio di fare da cassa di risonanza di queste tesi con una rissa virtuale sul loro sito, che qui passo e chiudo.

profondamente deluso, dato che mi aspettavo una discussione fondata e nel merito e non un anatema dogmatico e ideologico.

insomma, niente di buono da questa lettura; amen.

il tema invece ritorna sulla FAZ, Franfurter Allgemeine Zeitung, che indubbiamente, come espressione dei circoli del potere economico tedesco, fa parte del grande complotto contro internet appena smascherato dal simplicissimus.

Bugie in internet. Distinguete la propaganda dalla verita`.

Come internet da mezzo di formazione e` diventata uno strumento di odio – e che cosa dovrebbero fare ora Facebook e Google.

La lotta per la verità su Internet è già iniziata.

Internet è senza dubbio una delle più grandi conquiste culturali dell’umanità.

Ma la domanda è: potremo vederla ancora cosi` anche fra pochi anni?

Internet è diventata brutta in questi ultimi tempi, ostile, sovraeccitata.

L’umanità, il rispetto, la tolleranza, nei mezzi di comunicazione globale in molti luoghi e` in declino.

Ora sta perdendo anche la verità.

Lo strumento di comunicazione piu` intelligente che sia mai stato a disposizione dell’umanita` si trasforma via via visibilmente in uno strumento di odio, disinformazione e propaganda.

E nessuno e` capace, al momento, di invertire questo processo.

Oggi internet e` diventata una gigantesca macchina per emozioni: chi sucita reazioni emotive ha vinto la sua battaglia per l’attenzione e i video con i gattini battono i documentari sulla natura.

Internet sta vivendo la sua prima grande prova di credibilita`.

Nessuna azienda può permettersi a lungo termine di spaccare la società con i suoi prodotti.La speranza (dei primi teorici di internet, anarchici e libertari) di un autonomo sviluppo verso il meglio minaccia di crollare..I tempi sono cambiati, la paura avvelena le societa` occidentali, l’invocazione di muovi confini diventa sempre piu` forte. .Motori di ricerca come Google devono trovare meccanismi per distinguere molto meglio che adesso le fonti attendibili – autori, media o blog – dalle pagine di propaganda..Le bugie devono essere identificate come tali... . ..questo, che ho pesantemente sintetizzato, e` dunque il dibattito reale in corso come ce lo riferisce un autorevole quotidiano tedesco, le cui tesi sono molto vicine a quelle delle Scienze..a me verrebbe da osservare e` che nessuna norma specifica su internet puo` cambiare l’essere umano che la usa, e il problema a me pare a monte..il problema esiste, ma a mio parere l’approccio e` totalmente sbagliato..non vanno modificate le leggi di funzionamento di internet – il che riporta inevitabilmente a forme di controllo statale e di censura sull’informazione..vanno riportate in vigore e in pratica le norme per regolamentare i comportamenti umani..non vanno inseriti dei filtri per modificare l’accesso a internet se qualcuno pubblica notizie false per istigare all’odio razziale, ad esempio..sono questi comportamenti umani che vanno puniti e sanzionati, che siano manifestati in internet o altrove… . ..se non siamo capaci di imporre questa inversione di rotta, l’internet che abbiamo conosciuta, la migliore realizzazione pratica delle utopie del Sessantotto, e` prossima alla fine..l’uso politico di internet verra` regolamentato a favore del potere anche nei paesi che si auto-definiscono democratici, ed internet sara` progressivamente delimitata a strumento per i bamboleggiamenti dentimentali o erotici di una massa abbrutita ed incolta..troppo pessimista? decisamente gufo?.son qua: accetto ogni critica.