In Ucraina non basterà vincere la guerra

Che Putin fosse stato mal consigliato (e mal informato dall’Intelligence) quando decise l’attacco all’Ucraina, ormai è cosa certa. In queste ore, nella mia semplicità e marginalità, penso che sia consigliato, se mai possa esserlo, ancora peggio. Come sapete questo blog ha sempre ritenuto suicida l’attacco del dittatore di Mosca e quando in troppi ritenevano che Vladimir Putin avrebbe fatto di Kiev un solo boccone, ho sempre ritenuto che, viceversa, il popolo ucraino avrebbe prima resistito e poi messo in fuga l’aggressore. Così sta accadendo. Ora, mentre l’umiliazione dello zar prende corpo a fare, si ritiene che, messo alle strette il sorcio potrebbe mettere mano alle armi nucleari e provare a vendicarsi. Torno a dire che qualcuno lo consiglia malissimo.

Se Mosca infatti compirà il passo, la violazione degli accordi internazionali autorizzerà la NATO non a rispondere sul terreno autolesionistico di una guerra nucleare ma, banalmente, a far scattare un’offensiva di eserciti tradizionali di tale qualità e efficienza che per le già demotivate (il vero motivo dell’imminente sconfitta) truppe russe sarebbe l’inizio di un vero memorabile massacro.

Putin, il Satanasso, paradossalmente, si è messo nell’Alternativa del Diavolo: in ogni caso, questa è l’auspicabile e prevedibile soluzione, sarà annientato. Si può salvare solo per un motivo difficile da ammettere: il mondo “libero” non è pronto a vincere e a fare a meno di lui dopo decenni di sommerse e oscene complicità. Come si vivrà in Occidente un inaspettato crollo di un “Muro di Mosca“? Chi raccoglierà i cocci? E di quanto tale crollo accellererà lo scontro diretto con Pechino?
Come vedete il farneticatore Kirill (perché è stato lui) ha messo l’intera Umanità in un guaio da cui non si uscirà neanche con la comunque auspicabile vittoria del popolo ucraino.

Oreste Grani/Leo Rugens