Gelato di melone democristian-aerospaziale

«Questa guerra è per noi come una bella lunga vacanza dataci dal Gran Babbo [Mussolini] in premio di tredici anni di scuola. E, detto fra noi, era ora.»
Indro Montanelli

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Negli anni ho maturato la convinzione che chi si infatua di qualcuno ha tutto il diritto di farlo, la ragione l’ha fornita Sigmund Freud, tuttavia, sulla base di cosa ha fatto dopo essersi accorto della fregatura ricevuta decido se sia un fesso o un poco di buono.

Il caso curioso di Montanelli è che con la leggerezza degna di una grande mantenuta passò dal percepire lo stipendio da Paolo Berlusconi al percepirlo da Massimo D’Alema per l’interposta persona di Luciano Consoli. Pofferbacco, i Travaglio o i Gomez devono sentirsi davvero fieri di avere avuto cotanto maestro, più il primo che il secondo a dire il vero.

Orbene, a giudicare dal successo di FdI, viene da pensare che il lezzo di questo partito sia tale che anche turandosi il naso in molti non siano riusciti a votarlo, forse perché stringersi troppo a costoro fa correre il rischio di finire in galera.

È giunto il momento di focalizzare il dato che FdI è “consigliato” da un democristiano che al tempo del governo Goria, quindi insieme a Draghi e Tabacci, poco più che ventenne (!) elargiva consigli economici; che Crosetto sia di Cuneo come Briatore (Verzuolo CN) e Santanché credo non centri nulla, almeno spero.

Ècco dunque come un armaiolo per vocazione – tutti i suoi interessi extra parlamentari girano intorno al cielo e non per popolarlo di aquiloni – oggi si ritrova in pole position per diventare ministro, lui che udite udite si dimise dal Parlamento per “andare a lavorare”.

Noto che tutti ne parlino bene, fesso o facista di certo non è, poco di buono? Ardui sono i democristiani da interpretare, incomprensibile capire che ci faccia uno così in FdI se non rappresentare e garantire qualcosa o qualcuno in una banda di impresentabili.

Alberto Massari