Roma chiama Atene risponde – “temo che dietro questo attentato ci sia qualche servizio segreto”

https://www.raiplaysound.it/audio/2022/12/GR-3-ore-1345-del-02122022-1649774d-ae06-4c08-b547-a06950f0cd84.html?ts=216

Oggi trattiamo dell’attentato avvenuto ad Atene ai danni, forse non contro, della dott.ssa Susanna Schlein, una diplomatica di valore a quanto si capisce dalla stampa, sorella di Elly.

Al link riportato qui sopra, avete potuto ascoltare, riferito all’attentato, Antonio Ferrari che così riassume: “temo che dietro questo ci sia qualche servizio segreto”. Ferrari è un giornalista di grande esperienza in materia di terrorismo.

Sono i primi giorni di dicembre del 2022 e si parla di anarchici che avrebbero pianificato l’attacco per protestare contro la detenzione al 41bis di Alfredo Cospito. Il 26 novembre, pochi giorni prima, una ventina di anarchici interrompe la rappresentazione dell’Amleto al Teatro Argentina di Roma per le stesse ragioni, purtroppo la notizia l’abbiamo data solo in due in Italia: Roma Today e Leo Rugens, oltre a una costellazione di siti anarchici e qualcun altro attraverso un social network; possibile che tutta la stampa nazionale abbia bucato la notizia?

Il 2 settembre del 1970, ad Atene, esplose un’auto di fronte alla biblioteca dell’ambasciata americana, causando la morte dei due impreparati o sacrificati teroristi.

Sull’attentato si possono leggere anche le pagine del secondo capitolo di “Chi manovrava le Brigate Rosse” di Silvano De Prospo e Rosario Priore.

La musica è la stessa, forse anche l’orchestra che suona con l’aggiunta di musicisti di svariata provenienza.

Parlare di 41bis significa parlare di mafie che su quel numero hanno puntato quintali di esplosivo.

Parlare di Schlein significa parlare di due figure complesse, troppo complesse perché qualcuno sia capace di contrastarle a parole e non voglio tacere i segnali di fastidio per le attività della sorella parlamentare Elly che…

“è il più perfetto prodotto da laboratorio liberal-radical-progressista e euro-atlantico: gauche al ragù e sociostile bourgeois-bohème”, scrive Luigi Mascheroni nel suo articolo su “Gli insopportabili” su Il Giornale. Che ricorda che la Schlein, neo paladina del Pd e aspirante segretaria, è “cittadina americana, svizzera e italiana, figlia di luminari, un passaggio dal Dams così, per sfizio – volontaria nelle due campagne elettorali di Barack Obama, bisessuale, amazzone delle battaglie Lgbtq, una giovinezza trascorsa nella confort zone fra la Ztl e il ddlZan, famiglia dell’establishment ed ebrea aschenazita ma rigorosamente anti Israele – outfit da centro sociale senza mai averci messo piede, e frequentazioni che non si possono definire di ambito proletario. Perfetta per candidarsi a prossimo segretario del Partito democratico”, ironizza Mascheroni.
Classe 1985, la Schlein “è bravissima. Ma ancora più brava è l’agenzia di comunicazione politica americana che l’ha presa sotto la sua ala: la Social Changes, famosa per aver curato le campagne digitali di molti candidati dem negli Stati Uniti, a partire da Barack Obama, e che è sbarcata da tempo in Italia con l’obiettivo di ‘costruire una sinistra transnazionale in grado di battere la destra’”.
Ma attenzione, conclude Mascheroni, i suoi amici sono: “Fabrizio Barca, Alessandro Zan, Gassmann, Sandro Veronesi, il regista Gabriele Muccino, la Boldrini, la Murgia, Concita De Gregorio, Daria Bignardi, la Michielin, Rula Jebreal e la Ferragni. Della serie, “dimmi chi sono i tuoi amici e ti dirò chi sei”.

Data la statura di Susanna come escludere che non fosse proprio lei il target dell’attentato?

Tre piccioni con un paio di molotov, siamo solo all’inizio.

Alberto Massari