Cambiare rotta nei rapporti italo-cinesi si può

Ieri The Guardian oggi NYT, stranamente sono le testate anglosassoni le più preoccupate per l’allentamento delle restrizioni anti covid in Cina, paventano un numero impressionante di contagi e di morti.

Il Presidente Xi ha dovuto cedere temendo la piazza, una seconda Tienanmen, mostrando così i primi segni della difficoltà che qualunque Cesare deve affrontare quando decide di accentrare su di se ogni potere. Il secondo rischio è che i suoi gli dicano solo ciò che si vuole sentre dire.

Vengo ora al paradosso del titolo; mi accade da molto tempo di ascoltare da voci molto diverse e distanti la stessa affermazione; “gli stranieri non se la sentono di investire in Italia a causa del casino che facciamo (corruzione, scioperi, politica debole ecc)”.

Poi leggo e rammento che abbiamo firmato un accordo che consente a poliziotti cinesi di agire indisturbati in Italia, altro che “Abu Omar”, e che la vicenda prende una certa quota, prima grazie alla Pompili (giornalista del Foglio che in Cina non c’è mai stata) poi all’Espresso che ne ha scippato lo scoop, solo dopo che un oscura ONG spagnola denuncia il caso, secondo me spintaneamente ispirata dall’amico americano.

Sorvolo sul genere di persuasione che ha spinto i funzionari del ministero di giustizia e degli esteri nonché il ministro a siglare tale follia e arrivo al punto: per quale motivo gli investitori occidentali non vogliono mettere soldi in Italia mentre i cinesi agiscono forsennatamente per farlo?

Forse, ma dico forse, come direbbe il grande Darwin, è l’ambiente che seleziona la specie, vale a dire che dato un certo ambiente solo gli individui che vi si adattano sopravvivono, ergo in un ambiente corrotto, mafioso, degradato culturalmente ecc ecc l’investitore cinese prospera, quello occidentale muore.

Ma, c’è sempre un ma: se oggi la Cina rischia una ecatombe lo deve alla sua arretratezza tecnologica e scientifica; se è vero che i cinesi sono bravissimi a controllare e a sapere il numero di peli delle narici dei loro cittadini, altrettanto hanno fallito nella produzione di vaccini e quando Moderna glie li ha offerti, i tedeschi si sono sentiti rispondere che li avrebbero accettati a patto che fosse trasferita la “ricetta” per realizzarli! Buonanotte.

Il consiglio che mi sento di dare alla colta intelligence di Pechino è quello di individuare colti e onesti interlocutori, animati da ideali patriottici e con una visione umanistica che ponga il bene di tutti i popoli del pianeta al centro della loro azione, viceversa prevedo solo lutti. Disegnare insieme un futuro di felicità per tutti non di dolore, come il caso “Ucraina” sta purtroppo insegnando.

Alberto Massari