Dove va la Tunisia?


Il popolo tunisino ha recentemente, poco prima del nostro cristiano Natale, assunto un atteggiamento che non lascia adito ad alcun dubbio: solo l’8,8% degli aventi diritto è andato a votare. Cosa pensate che stia per accadere da quelle parti? Direi che sarebbe opportuno aprire occhi ed orecchie. Se succede infatti bordello anche in Tunisia, penso che le quattro formulette che vengono ciclicamente messe a punto dalle parti della Farnesina e di Palazzo Chigi a proposito del “verranno anche a nuoto” serviranno a ben poco.

Chi tra la classe dirigente politica sa qualcosa di quella terra e di quella popolazione provi a pensare e dire tempestivamente qualcosa di serio e di rapidamente realizzabile o il contraccolpo in questa già sofferente Italia/Europa sarà gravissimo. Che meno del 9% vada a votare vuol dire che lo sciopero è perfettamente riuscito e che il presidente di turno, se vuole salvare il collo, deve prepararsi a fare le valigie quanto prima o provare ad essere tanto abile da trovare un modo per riaprire subito il dialogo con le donne e gli uomini di Tunisi. Così non va da nessuna parte. Anzi, se devo proprio dire la mia, penso che nel sud del suo Paese dove quasi nessuno lavora, qualcuno si stia organizzando per passare a vie di fatto. Contento lui, direte. Non è così.

Se si apre anche in Tunisia una sorta di Libia, altri avranno il destino dell’Italia (e quindi, in parte, dell’ Europa) in mano.

Oreste Grani/Leo Rugens preoccupatissimo.