Il cuore dello Stato non può essere curato dal cardiologo Conte

Perché mai in un momento drammatico come questo Giuseppe Conte non distoglie mai lo sguardo da ciò che avviene nei “servizi segreti“? Che poi “servizi” sono poco-poco visto come non sono stati utili in ciò che sta accadendo. In quanto a “segreti”, spero di non dover spendere tre parole per liquidare la confusione che si dice vi regni. La crisi di questo luogo di pensiero e azione è evidente sotto gli occhi perfino di noi semplici cultori della materia. Mi immagino cosa ne pensino quelli che li devono osservare per “mestiere” e lo fanno da oltre confine. 

Torniamo all’Italietta, a Giuseppe Conte e al suo sentirsi edera avvinta a quel che ritiene essere ancora “qualcosa” o “qualcuno”. 

Conte, a tal proposito, sempre di più, dimostra i suoi limiti culturali aggrappandosi ad un salvagente “bucato” che non gli servirà a nulla ora che i “cavalloni” (sarebbero le onde) saliranno. Una struttura che è stata guidata/condizionata da Luciano Carta appena il tempo per consentirgli di fare uno “zompo” alla guida di Leonardo/Finmeccanica, cosa pensate che possa aver maturato al suo interno nel pieno di un intrigo internazionale quale potrebbe risultare essere tutta questa storia della pandemia e dello scontro geopolitico innescatosi dal dicembre 2019? Il servizio, da troppo tempo, ritengo sia “spaesato” e con questa espressione sintetica intendo dire che è senza Paese. Scoppiata la crisi internazionale “COVID 19” ci si dovrebbe chiedere perché Carta, invece di chiedergli di aumentare l’efficienza dell’AISE e le analisi della scenaristica internazionale che la pandemia ha innescato, sia stato “promosso” a fare business in Leonardo. Nel cuore dell’esplosione virale (che non è certo questione solo di sicurezza sanitaria) lo si sposta (era aprile 2020 e i morti fioccavano), nell’interesse superiore della Nazione, paracadutandolo nel cuore degli affari delle armi e della informatica evoluta? Ma una cazzo di domanda su quale sia la ratio di questi avvicendamenti la volete arrivare a fare? O ci si era accorti (un po’ tardi per Dio!) che Luciano Carta sapeva poco o niente di cosa si sarebbe dovuto interessare, cioè di “intelligenza dello Stato“? 

O, più semplicemente, il laureato in diritto Conte ha una sua atipica idea di cosa sia l’interesse superiore della Nazione? E in questo momento. Lui e Luigi Di Maio in quanto Ministro degli Esteri e “piazzatore” di incapaci ovunque sia possibile farlo. Strana coppia ormai anche agli occhi del figlio di Gianroberto Casaleggio. Perché, al di la di cosa pensino loro quando confabulano, l’interesse degli italiani è codificato dalla Costituzione e dagli accordi internazionali. 

Mi sembra che i grovigli bituminosi che si intravedono (e per chi non ha preso il COVID 19 si sente anche l’odore nauseabondo) intorno a Leonardo/Fincantieri e a vari “affari di Stato”, evocano tempi e questioncelle giudiziarie che bene non fecero a quelli che pensavano di essere + furbi di chi, avendo a cuore le sorti della Repubblica, li tenevano d’occhio. 

Si finisce male anche in questo Paese di paraculi se si toccano i fili dell’alta tensione. Quanto sta accadendo per demerito anche di Conte intorno alla Galassia Leonardo/Servizi Segreti conferma che questa cosa apparentemente tecnico-giuridica del “Presidente del Consiglio” dominus è la vera piaga purulenta che andrà, appena sarà possibile, cauterizzata, attribuendo al Capo dello Stato la responsabilità del cuore strategico dello Stato. Il cardiologo di fiducia del Popolo italiano, come sostengo da troppi anni, non può sedere a Palazzo Chigi. Pena assistere a quello a cui, anche questa volta, stiamo assistendo. Che sarebbe non certo un belvedere, mentre i nostri compatrioti muoiono anche per colpa di inadeguatezze della compagine governativa. Se non la smette, mentre muoiono troppi innocenti (pensa che ci facciamo distrarre dal linguaggio riservato ai bambini?), il cardiologo deve cambiare. E quanto prima. Siamo in emergenza e non solo per la pandemia. 

Oreste Grani/Leo Rugens 

P.S.

Diceva il grande specialista di questioni politiche complesse Pompeo De Angelis: cuore forte, fa buona sorte. E aggiunge Orestino: su questa questione di Leonardo/Fincantieri/Servizi/Sicurezza sanitaria, il cardiochirurgo ha le mani che gli tremano e non mi sembra che possiamo girare lo sguardo per non vedere il rischio che corriamo.