I massoni al-Baghdadi ed Erdogan vogliono la libertà di colpirvi nelle vostre metropolitane

erdogan

Ora, grazie all’arrivo dei liberatori turchi, le migliaia di soldati dello Stato Islamico (spero che quanto prima Geltrude Bell ed Elijah Baley ci approfondiscano l’argomento delle quantità) potrebbero ritrovarsi liberi di andare, attraverso la Turchia, per il mondo che volevano colpire (come avevano cominciato a fare) e che solo il coraggio delle donne e degli uomini curdi e yazidi aveva, temporaneamente, fermato.

Chissà cosa ne pensano gli affiliati (molti militari) alla Gran Loggia dei Liberi e Accettati Muratori di Turchia di quello che ha intenzione di fare il fratello Recep Tayyip Erdogan, tra l’altro membro autorevole della Ur-lodge “Hathor Penalpha“, luogo associativo dove si coltiva la cultura della vendetta e della sete di sangue.

In questa loggia di pazzi psicopatici sanguinari vivono “in fratellanza”, appunto, l’ex oscuro membro di Al Qaeda in Iraq, Abu Bakr al-Baghdadi, che nel 2004 era stato imprigionato come terrorista pericoloso, e che subito dopo l’affiliazione che si vagheggia sia stata, secondo il rito definito “a fil di spada”, cioè mediante una sanzione liturgica straordinaria operata, con la massima segretezza, da un Gran Maestro/un Sovrano Gran Commendatore, si è ritrovato “creato” massone direttamente tramite i toccamenti rituali della spada di un altissimo dirigente latomistico e il sultano turco Erdogan. Il boss dell’ISIS e l’assalitore dei Curdi si dice che siano fratelli nella stessa super loggia. Il resto sono chiacchiere e donne e bambini sgozzati. Quando dico che sono massoni sanguinari, vedremo se mi sbaglio. Entrambi, in separata sede, lo hanno già dimostrato. Vediamo ora che si danno “fraternamente” una mano, cosa sono capaci di fare.

AL-BAGHDADI

Pensare che massoni appartenenti al loro schieramento, mentalmente malato, li fermino, è il massimo dell’ingenuità. Se ci sono realtà massoniche di altro indirizzo in grado di fermarli, si vedrà quanto prima. Per essere chiari: per fermare Hitler ci vuole Churchill.

Oreste Grani/Leo Rugens