Ma questo Chicco Testa cos’altro vuole?

Il 19 aprile 1964, il periodico quattordicinale Urania pubblicava un romanzo di fantascienza dal titolo originale “Atomic nemesis” (nella versione italiana “Il nemico di nebbia“) di Karl Zeigfreid. La scheda del romanzo così esordiva: “Anche accumulata a scopi di pace, l’energia atomica presenta gravi pericoli” e poi la trama per ultimare la presentazione definendo il racconto “senza pretese morali né metafisiche, ma di solida, piacevole, divertentissima lettura“. Di divertentissima lettura come mi appaiono i tentativi maldestri dei lobbisti italioti per rilanciare “o businisssse” nucleare anche in Italia. “Businisssse” ritengo solo relativo a ipotetici stanziamenti di Stato perché la realizzazione di impianti funzionanti vedrebbero la luce (anche tenendo conto dei tempi che ci vogliono dalle nostre parti per realizzare qualcosa di mega) almeno tra una ventina di anni.

Fukushima

Si dice che persone alla Chicco Testa (è un esempio che ho scelto tra i tipi che più spingono per riaprire il discorso e gli investimenti nel comparto nucleare dopo aver costruito la sua fortuna, professionale ed economica, all’ombra del verdismo ambientalista anti nucleare) lo facciano per il bene del Paese e dei vostri figli/nipoti. Ma se ad oggi tutto quello che è stato “nucleare” nel Bel Paese ha solo prodotto “scorie” (per cominciare a fare un esempio tra i tanti possibili) che nessuno sa dove allocare per una gestione sicura? Le scorie radioattive infatti, di qualunque tipo esse siano, nessuno le vuole “limitrofe”. Scorie e costi mostruosi che tutti continuiamo, a goccia a goccia, a pagare. I vari Testa pertanto fanno chiacchiere e io mi chiedo perché proprio ora si stiano attivando senza nessuna realistica possibilità di cavare un ragno dal buco. O forse, semplicemente, sono io che non so a cosa mirano.

Chernobyl

Cercano soldi per finanziare studi come hanno abilmente fatto tutti quelli che, per decenni, hanno lavorato (si fa per dire) ai progetti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto? La Repubblica è in affanno anche per i troppi Chicco Testa lasciati liberi di organizzare dispersione di risorse e danno implicito a chi avrebbe bisogno di ben altro. A cominciare dalla sanità (che si è visto come fosse impreparata alla prevedibile e prevista ipotesi pandemica) per finire alla vita di stenti che conducono alcuni milioni di nostri compatrioti. Provo veramente orrore per questo Testa, evidentemente mai sazio.

Oreste Grani/Leo Rugens