Renato Farina

Renato Farina alias Betulla, inviato del “Giornale”, foto di Roby Shirer

 

Gentile lettori,

spero che qualcuno di voi si sia chiesto perchè dal giorno 26/7/2012 avessi pubblicato la fotografia, nella sezione Fonti Aperte, di un Renato Farina giovane senza articolo di corredo.

Ero semplicemente in attesa che, insieme ai suoi abituali compagni di merenda, ne combinasse una delle sue. Non mi ero sbagliato.

Il silenzio codardo che per giorni ha caratterizzato l’agire di Farina (che così facendo lasciava scoperto Alessandro Sallusti) è l’ennesima riprova della infima qualità morale del personale ingaggiato per conto, a suo tempo, del SISMI, dal reclutatore Pio Pompa.

Tornerò su questo argomento quanto prima.

Oreste Grani

 

Adso da Melk in 27 settembre 2012 alle 20:21 ha detto:

L’ineffabile ‘Faina’ si è assunto la responsabilità di avere invocato la pena di morte per il magistrato Cocilovo, usurpando il nome e profanando la memoria del povero Dreyfus, dopo che il meno ineffabile Sallusti (una definizione ce l’ho: pennivendolo) è stato legittimamente condannato da un tribunale della Repubblica.
Aggiungo, per coloro i quali invocano il sacro diritto di opinione, che scambiare “opinione” con “falsità” e “minacce” è un comportamento tipico dei criminali.

Adso da Melk

27 settembre 2012 alle 21:09 ha detto:

Gentile Adso da Melk,
apprezzo la sua colta ironia ma mi permetto di suggerire che neanche uno sgangherato terzetto in disarmo, quali sono Renato Farina e i suoi diretti superiori Pio Pompa e Nicolò Pollari, avrebbero osato usurpare il nome onorato del capitano Dreyfus noto al mondo quale vittima dell’odio antiebraico.
Il Dreyfus scelto come nome di copertura è più semplicemente quello dell’ispettore capo dell’altrettanto noto al mondo Clouseau, indomito cacciatore della Pantera Rosa.

Leo Rugens