Balotelli farà vincere il Caimano? Intanto l’Europol avverte: “C’è un grosso problema di integrità per il calcio europeo”

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È arrivato in soccorso al Caimano Berlusconi Silvio, il bravo ragazzo Mario Balotelli.

Mi chiedo che valore abbia la prestazione atletico-calcistica nel quadro generale descritto dalle mille e mille “calciopoli” e in particolare, dall’inchiesta dell’Europol emersa in queste ore?

Scommesse, Europol: smantellata rete criminale con 380 gare truccate

Nel sistema di combine svelato dall’agenzia europea match di qualificazioni a Mondiali ed Europei giocati tra il 2008 e il 2011 e due incontri di Champions League (uno in gran Bretagna). Coinvolti 425 tra arbitri, calciatori e dirigenti ROMA – Un giorno triste per il calcio europeo. Così il Capo dell’Europol, Rob Wainwright, ha presentato la vasta operazione dell’agenzia europea che ha portato allo smantellamento di una rete  criminale che ha truccato 380 partite tra il 2008 e il 2011. Nell’elenco sarebbero comprese gare di qualificazione a Mondiali ed Europei e due incontri di Champions League (di cui uno in Gran Bretagna), con il coinvolgimento di 425 tra arbitri, calciatori e dirigenti. L’indagine, durata 18 mesi, è stata condotta in diretto coordinamento con cinque Paesi (Germania, Finlandia, Ungheria, Slovena, Austria). Nel mirino, oltre all’Europa, anche partite giocate in Africa, Asia, America Centrale e Sud America. La rete criminale operava dall’Asia, dove coordinava le operazioni ed era connessa attraverso varie cellule in tutta Europa, con match truccati in 15 Paesi e almeno 50 persone finite fin qui in manette.

“COMBINE MAI VISTA PRIMA” – Abbiamo scoperto un’attività di combine mai vista prima”, ha  Wainwright, sottolineando che l’inchiesta ha fatto emergere un giro d’affari di 16 milioni complessivi, con 8 di proventi dalle scommesse e altri due milioni utilizzati per corrompere calciatori e dirigenti. “C’è un grosso problema di integrità per il calcio europeo”, l’allarme lanciato dal capo dell’Europol. In totale sono stati presi in esame 30 Paesi e 700 partite: gli arresti sono stati eseguiti in Germania, Finlandia, Ungheria, Slovenia e Austria.

ITALIA MARGINALE – Dall’inchiesta emergerebbe un ruolo marginale dell’Italia, nonostante le ultime vicende del calcioscommesse nostrano. Secondo quanto emerge dal lavoro svolto dal filone ungherese dell’indagine Europol, ci sarebbe solo una partita sospetta nel nostro campionato, un match di serie A che gli inquirenti non hanno voluto specificare. Nel complesso, l’inchiesta ungherese registra 33 partite a rischio e 50 sospettati (ex giocatori o ancora in attività, dirigenti e allenatori) in 3 Paesi differenti (Finlandia, Ungheria e Italia). La sola partita italiana “aggiustata”, rientra, secondo le autorità ungheresi, nella casistica delle gare “manipolate da organizzazioni criminali a livello internazionale con partecipazione di criminali ungheresi”, e comprendono anche 3 incontri di prima divisione finlandese, una partita internazionale, 2 incontri internazionali juniores.

(04 febbraio 2013)

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Ci fanno rimpiangere i tempi in cui la Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo ed Enzo Casillo gambizzava l’ottimo e coraggioso cronista Luigi Necco, per partite legate alle sorti dell’Avellino o del Cesena di turno.

Simone Di Meo e Gianluca Ferraris, Pallone criminale, Ponte alle Grazie

Il 29 novembre 1981, quasi un anno dopo il terremoto che ha sconvolto l’Irpinia,con oltre tremila morti e decine di migliaia di sfollati e senzatetto, Luigi Necco, che avrebbe dovuto commentare di lì a poco la partita Avellino-Cesena, viene gambizzato con tre colpi all’uscita dal ristorante Cinthia Park, a Mercogliano. A sparargli è un giovane pregiudicato, Antonio Schirato, che sarà arrestato qualche tempo dopo. Le ferite, per fortuna, non sono gravi, e il giornalista deve rinunciare al lavoro per poco meno di un mese.

 La matrice dell’attentato è chiaramente camorristica, ma è il movente il vero cruccio degli investigatori. Non riescono a spiegarsi perché uno come Necco, conosciuto in tutt’Italia per i suoi collegamenti dai campi della Campania, possa aver dato a tal punto fastidio alla criminalità organizzata da portarne addosso,cucite sulla pelle, le conseguenze. Chiaramente, è il suo lavoro di giornalista la chiave di accesso per interpretare l’agguato, ma,inizialmente, i magistrati e le forze dell’ordine che si occupano del caso ipotizzano che a scatenare la rabbiosa reazione della Nuova Camorra Organizzata sia stato qualche servizio andato in onda ,sulla Rai, riguardo all’espansione dell’organizzazione in provincia di Avellino.

La realtà è ben diversa e sarà lo stesso Necco a raccontarla, qualche tempo dopo. Il giornalista sportivo finisce in un letto d’ospedale non per aver dato un calcio alla camorra,con la sua inchiesta a puntate, ma per aver parlato, per la prima volta,della camorra nel calcio. Secondo la ricostruzione del telecronista, il 31 ottobre 1980, in tribunale, Cutolo, dopo Juary, incontra misteriosi personaggi che gli chiedono di dare una lezione al telecronista. Cutolo, però, non ci sta ad autorizzare l’attentato, sia perché, riporta Necco nelle sue memorie, i cronisti non si toccano e sia perché il giornalista tutto sommato gli è simpatico, e gli dispiacerebbe fargli del male.

Dunque, chi è che decide per l’agguato al giornalista Rai?

È Enzo Casillo, potente e spregiudicato numero due della Nuova Camorra Organizzata, che ribalta la decisione di Cutolo e autorizza l’attentato ai danni di Luigi Necco per dargli una lezione. L’intimidazione, però, non ferma il giornalista che, mentre la magistratura smantella la NCO e Casillo muore per un’autobomba a Roma, resta tranquillamente a commentare le partite dell’US Avellino per i successivi cinque anni, ottenendo, alla fine, per ironia della sorte, anche lui una medaglia d’oro dal club, ormai passato di proprietà, in segno di amicizia. La stessa con cui era stato omaggiato il capo dei capi.

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