È tempo di gipiessare i responsabili della grande dismissione del patrimonio della Repubblica

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Si avvicinano nuovamente tempi di gravi turbolenze geopolitiche che si porteranno nuovamente dietro crisi finanziarie (questo pensiamo dopo esserci fatto un giro con la nostra Macchina del Tempo nel futuro prossimo) e, in presenza di una tale fosca previsione, ci sembra doveroso tornare a richiamare l’attenzione dei nostri otto lettori su figure come Mario Draghi, comunque protagonisti, nel bene e nel male, di tutto quello che al Mondo si muove intorno al denaro. E, ragionando di “Super Mario”, ci tornano in mente figure complesse come Giancarlo Elia Valori, Mario Monti, Romano Prodi che, con le dovute differenze, sono espressione della stessa elite.

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Di Mario Monti, mi annoio perfino a scrivere il nome; a Romano Prodi, con l’ipertensione che mi affligge, non dovrei neanche pensare. Rimane il numero 1° dei Grandi Manovratori, dietro e davanti le quinte, Giancarlo Elia Valori.  Anziano, in difficoltà di salute (a soldi sta bene viceversa!), si tiene, da qualche tempo, sempre più in disparte, abilmente protetto da cortine fumogene di cui si è dimostrato essere, negli anni, maestro artefice. Non quindi maestro solo di cose latomistico-cattolico-esoteriche come, da sempre, si dice sia in quanto, a mio modestissimo avviso, le curiosità intellettuali di un tempo (Valori entra in contatto con gli ambienti della Fratellanza da giovanissimo) hanno ceduto il campo ad un pragmatismo e un bisogno, quasi compulsivo, di stare nelle stanze dei bottoni, a qualunque costo e per compensare, prioritariamente, limiti di tipo caratteriologico. Valori lo potremmo considerare come un tossico, schiavo di una dipendenza da potere e da trame occulte, territori della condizione umana che consentono di assumere la droga delle droghe che è, notoriamente, l’adrenalina. Compresa quella che si produce nel pericolo di essere scoperti o, più semplicemente, sputtanati. È l’adrenalina legata al farsi o meno trovare con il sorcio in bocca e, da questa ipotesi imbarazzante e disonorevole, trarre scariche vitali. Da troppi anni, GEV passa il suo tempo a ordire o a elaborare interpretazioni di ciò che lui stesso concorre a determinare (in politica estera mediterranea ad esempio) e a produrre strategie per quella che pomposamente lui stesso chiama Sicurezza nazionale.

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Inclinazioni sessuali, attrazione per emozioni per quello che un tempo era l’illecito mondo degli omosessuali, il senso del peccato sia pur da cattolico convertito (i Valori ritengo che fossero una famiglia di origini ebraiche), conoscenze psicanalitiche, contaminazioni internazionali sprovincializzanti (giovanissimo, nella RAI di Ettore Bernabei, lo misero/si fece mettere, alle relazioni internazionali e, sotto questa copertura, per conto di qualcuno, prendeva contatti con esponenti di classi dirigenti che in quei momenti facevano la Storia contemporanea) lo portano – evidentemente – a sentire il bisogno di intrecciare sapientemente (ma obbligatoriamente), ancora oggi, ormai vecchio, la sua esistenza residua con gli avvenimenti interni ed esterni della Repubblica Italiana.

Bisognerebbe avere il privilegio di far sdraiare sul lettino freudiano e lacaniano l’imbellettato signore del dialogo (sospeso?) catto-massonico per poter scoprire gli impulsi profondi che lo continuano a sostenere in questa scommessa quale appare ormai la sua vita residua. Una vita intera dove l’intelligenza della perversione lo ha sempre guidato e condizionato. Designando con questo termine una particolare abilità ad usare di un potere che non è meno fondamentalmente umano di quello che, evidentemente, per Valori è l’unico miracolo che conti: tramutare la sofferenza in piacere e la mancanza, in pienezza.

Pensieri da dedicare doverosamente a una personalità complessa che guai a ridurre/semplificare alla stregua di uno dei tanti corruttori/corrotti che hanno infestato (e continuano a farlo) la nostra bella Italia.

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GEV è una mente pensante in proprio e in accordo (ma a mio modestissimo giudizio non organico) con cabine di regia che, grazie ai patti che li uniscono agli ambienti paramassonici, esoterici e ur-lodgisti, fanno e disfanno la vita dei più, esposti, per ignoranza, alle attività eversive di chi si contende il governo del Mondo. Giancarlo Elia Valori si è formato culturalmente in questi ambienti, li ha frequentati, sin da giovane, sia nella semplice Italia che nella più complessa Romania, Argentina, Corea del Nord, Cina, Israele e ovunque abbia potuto addestrarsi all’arte del saper trarre vantaggio, sia economico che di potere assoluto sul destino delle genti, dove si generano perdite e si dismettono patrimoni. Questo tipo di “guastatori” sono pericolosissimi perché traggono vantaggi dalla morte e dalla sofferenza umana ma non semplicemente come potrebbe fare un banale trafficante d’armi, come giustamente denuncia Papa Francesco, ma in modo molto più subdolo e sofisticato, perché traggono forza e vantaggi dalla dismissione di una struttura vitale.

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GEV è uno di quelli, colto e raffinato nei gusti, che ha appreso come si guadagna dalle perdite e dall’alienazione delle realtà produttive che vengono destinate ad estranei alla comunità in cui quelle strutture industriali sono faticosamente cresciute solo grazie al lavoro, la fatica, la creatività e la passione di migliaia di donne e uomini.  GEV è uno dei massimi responsabili di quanto è avvenuto nella nostra Patria tradita affinché luoghi di onesto lavoro, di soddisfazione, di equa distribuzione della ricchezza, volutamente mal gestiti prima, dissanguati poi, apparissero rottami, ferri vecchi perché fossero comprati, a pochi spicci, dai complici/suggeritori di questa deliberata azione di aggiottaggio al ribasso. A volte GEV e i suoi complici giocavano a sputtanare un marchio perché se lo portassero via i finanzieri loro soci; altre volte lo pompavano artatamente nelle sedi borsistiche. Ma mentre la colpa di tanti altri è sempre stata solo quella di essere degli avidi senza scrupoli, quelli alla GEV o alla Romano Prodi, o chiunque si sia aggirato intorno alla Finsider-Ilva, Finmeccanica, Fincantieri, Italstat, Stet, Sip-Telecom, Alfa Romeo, Alitalia, SME, Banca Commerciale, Banco di Roma, Credito Italiano è stata quella di venderci allo “straniero”, così facendo rafforzandolo e determinando la sostanziale fine della sovranità nazionale e quindi, diciamolo, della libertà. Guai a darmi del complottista. Tutto questo è vero e le “onorificenze” (nel caso specifico di GEV) stanno a dimostrarlo.  Se ce ne fosse bisogno. Vi sconsiglio di provocarmi con queste stronzate del complottismo perché potrei trovarvi anche se vi nascondeste dietro ad un fragile anonimato elettronico.

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Questo è uno dei problemi più gravi: molti di quelli che ti danno del complottista, sono stati selezionati e formati, a suo tempo, per essere attivati, al momento utile, a difesa dei traditori della Patria (si può ancora nominare?) che uno tenta timidamente di denunciare. E il gioco della disinformazione che, banalmente, ti elide. Quando ti va bene.

Continua…

Oreste Grani/Leo Rugens                        

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